Fazii: «Tra un mese il peggio alle spalle»

13 Aprile 2021

Parla l’esperto: «La situazione più difficile è nella Marsica»

«Tra un mese potremo dire di esserci lasciati il peggio alle spalle. Servono ancora 30 giorni per arrivare a metà maggio e con il caldo il virus circolerà meno. Caldo, rispetto delle regole e vaccini: sono le tre armi che abbiamo a disposizione in primavera e in estate per far sì che il prossimo autunno sia sereno». Analizza così l’attuale situazione il direttore del laboratorio della Asl di Pescara, Paolo Fazii. Sono 90 i nuovi casi accertati nelle ultime ore, ma sono emersi da un numero basso di tamponi. In lieve aumento i ricoveri. E ci sono altri cinque morti. La situazione più delicata resta quella della provincia dell’Aquila, mentre il quadro complessivo continua a migliorare nel Pescarese.
EMERGENZA MARSICA
«La situazione più critica», dice Fazii, membro del Gruppo tecnico scientifico regionale (Gtsr), «al momento è quella della Marsica, dove ci sono numerosi focolai, in fase di studio». Non a caso, gran parte della Marsica, a partire dal centro più popoloso, Avezzano, da ieri è in zona rossa. In quell’area non mancano focolai riconducibili alla temuta variante brasiliana, fortunatamente subito circoscritti. Per il resto, come in tutto il Paese, ad essere predominante è la variante inglese, responsabile di circa il 90% dei contagi.
TREND FAVOREVOLE
«Ad eccezione delle zone più critiche, nel complesso», osserva il virologo, «ormai il trend è favorevole. I ricoveri e i morti, che rappresentano l’onda lunga delle infezioni, diminuiranno. I primi caldi sono a nostro favore: è ormai chiaro a tutti che il freddo fa il gioco di questo virus, mentre le temperature elevate lo contrastano. Vediamo anche i primi, deboli effetti delle vaccinazioni, seppure i numeri non siano ancora altissimi».
Grande attenzione va prestata, secondo Fazii, alla riapertura delle scuole. Se è vero che «quando c’è più circolazione delle persone i rischi aumentano e questo ormai lo sappiamo tutti», l’esperto ribadisce l’importanza del rispetto delle regole: «Mascherine e distanziamento non devono essere misure da rispettare solo in emergenza», ma piuttosto uno stile di vita, un «comportamento da continuare ad adottare anche quando la situazione sembrerà migliore».
NUOVI CASI
I 90 nuovi casi sono emersi, come avviene ogni lunedì, da un numero basso di tamponi molecolari. Sono 2.206, infatti, quelli processati, contro la media di oltre quattromila divenuti ormai lo standard: è risultato positivo il 4,08% dei campioni analizzati. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di un anno della provincia di Chieti e il più anziano una donna di 89 anni del Pescarese. Quelli con meno di 19 anni sono 13: tre in provincia dell’Aquila, quattro in provincia di Pescara e sei in provincia di Chieti.
La località con più nuovi casi è Ortona (12). Cinque i contagi all’Aquila e quattro a Pescara. A livello provinciale, l’incremento più consistente si registra nel Chietino (54). Seguono la provincia dell’Aquila (21) e quella di Pescara (17). Invariato il bilancio del Teramano. I dati sono comunque condizionati dai pochi test eseguiti.
INCIDENZA
Nel complesso l’incidenza settimanale dei casi per centomila abitanti scende. A livello regionale il dato è pari a 114, a fronte di una soglia di allarme fissata a 250. Il territorio con il valore più basso al momento è il Pescarese (62), con Pescara città che scende addirittura sotto quota 50. Poi ci sono il Chietino (104) e il Teramano (112). La situazione peggiore è quella della provincia dell’Aquila: l’incidenza settimanale è attorno a quota 180, ma il dato è ancora condizionato dai pochi tamponi eseguiti nei giorni festivi del periodo di Pasqua. Per comprendere il trend saranno dunque determinanti i dati dei prossimi giorni.
RICOVERI
Gli attualmente positivi sono 10.410, cioè 50 in meno rispetto a domenica. I guariti delle ultime ore sono 134. I ricoveri passano dai 622 di domenica ai 633 di ieri. In particolare, 569 pazienti (+12) sono in terapia non intensiva e 64 (uno in meno, al netto di decessi, dimissioni e tre nuovi ricoveri) sono in terapia intensiva. Nonostante l’incremento complessivo, migliora leggermente il dato relativo alle terapie intensive: il tasso di occupazione dei posti letto, in discesa, è esattamente al livello di guardia, fissato al 30%. Per l’area non critica il valore è al 38%, a fronte di una soglia di allarme del 40%. Gli altri 9.777 attualmente positivi (-61) sono in isolamento domiciliare.
VITTIME
Il bilancio delle vittime sale a 2.248. Cinque i decessi segnalati nell’ultimo bollettino: uno in provincia di Chieti, uno in provincia di Pescara e tre in provincia dell'Aquila. Si tratta di un 63enne di Vasto, un 68enne di Celano, una 70enne di Avezzano, un 91enne di Collecorvino e una 92enne di Balsorano.