FdI detta le regole: «Noi pilastro della coalizione»

Dalla prima segreteria arrivano messaggi per la composizione dell’esecutivo Al partito di Marsilio e alla sua lista civica 4 assessori, a Forza Italia e Lega uno
PESCARA. «Saremo responsabili. La giunta si farà attraverso un confronto di coalizione». Poche parole, sussurrate a caldo, da Etelwardo Sigismondi, segretario regionale di Fratelli d’Italia, per far trascorrere agli alleati di Forza Italia una Pasqua serena. Di più non dice. Ma il messaggio uscito ieri pomeriggio dalla segreteria regionale del partito di Marco Marsilio, nella prima riunione del dopo vittoria, è forte e incisivo come una scritta scolpita nella pietra. FdI, questa volta, si definisce «il pilastro della coalizione di centrodestra».
Lo è di fatto e, come tale, detta le regole del gioco. Il che non vuole dire che non ci sia spazio per trattare con gli alleati ma, come è chiaramente emerso durante la riunione molto partecipata, l’analisi del voto del 10 marzo va fatta sommando la percentuale raggiunta del partito azionista di maggioranza con quella della lista civica “Marsilio Presidente”.
E il 30 per cento che si ottiene si traduce in quattro assessorati, esattamente come accadde cinque anni fa per la Lega. Tre posizioni, questa volta, toccano a Fratelli d’Italia e una alla lista coordinata da Terenzio Rucci. Lo schema di partenza è questo, anche se sui nomi Marsilio si riserva la scelta e l’ufficializzazione a dopo le feste pasquali, ma solo perché ha ancora la necessità di bilanciare tra di loro i due criteri di valutazione, ovvero preferenze e territori, che per ora non viaggiano in perfetta sintonia.
L’ipotesi iniziale resta quella di Mario Quaglieri, Paolo Gatti e Tiziana Magnacca, come prime scelte; Umberto D’Annuntiis e Nicola Campitelli come seconde; e Luca De Renzis come eletto nel Pescarese da collocare mentre, per la lista civica, rimane aperta la porta di servizio per la non eletta Nicoletta Verì. Ma in questo caso il campo va preparato con molta diplomazia per evitare incidenti di percorso con chi è entrato in Emiciclo dalla porta principale conquistando sul campo i gradi di consigliere e di possibile assessore (leggi Luciano Marinucci e/o Giovanni Santilli).
Decidere non sarà facile, ma Marsilio sa che questa volta ha i numeri che gli permettono di non essere messo in discussione. E questo vale anche per gli alleati di coalizione. A Forza Italia e Lega, infatti, in base a ciò che si è finora detto, non rimane un grande margine di azione. Un assessore a testa, non di più, per completare la squadra di giunta, con il partito di Nazario Pagano che, in virtù del risultato elettorale, ha diritto a una seconda posizione nella suite della nuova legislatura, vale a dire la presidenza del Consiglio regionale e, perché no, gli spetta anche un monolocale nel piano rialzato, cioè il posto da sottosegretario del Consiglio con delega in giunta. Sono queste le condizioni – per ora non dette ufficialmente né ieri né prima – di Fratelli d’Italia, esattamente le stesse anticipate dal Centro tre giorni dopo il voto, mercoledì 13 marzo scorso. Tornando alla riunione, vale la pena sottolineare due o tre punti sostanziali. Dal senatore Guido Liris è arrivato il messaggio: «L’Aquila è stata trainante per la vittoria». Da Sigismondi: «I sondaggi del centrodestra che hanno preceduto le elezioni erano azzeccati». Quindi anche l’ultimo, di pochi giorni fa, riferito alle comunali, lo sarebbe, confutando chi del centrosinistra ha parlato, subito dopo il 10 marzo, di «un caso Pescara». Il voto per le Europee la due giorni pescarese, a fine aprile, della Conferenza programmatica nazionale del partito, che riporterà la premier Giorgia Meloni in Abruzzo, completano il quadro di quanto si è detto. E gli alleati che cosa dicono? Pagano non si pronuncia sulla giunta e sui suoi desiderata che, in poche parole, si traducono in tre posizioni: due assessorati, uno per Lorenzo Sospiri, con l’extra incarico di vice presidente di giunta, l’altro per Daniele D’Amario, mentre Roberto Santangelo è indicato come presidente del Consiglio. Ma il deputato pescarese, segretario regionale di Forza Italia, da buon politico non fa fughe in avanti. E si limita a dire che convocherà la segreteria per giovedì sera. La strategia di Luigi D’Eramo è praticamente identica.
Il segretario della Lega ha radunato i suoi ieri sera a Silvi per analizzare il voto delle regionali: «Che è in linea con il risultato abruzzese alle politiche del 2022». Ma se gli chiedi della giunta e degli assessori, taglia corto e risponde: «Aspettiamo la convocazione del tavolo regionale». (l.c.)
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