Febbo risponde alla diffida: «Avanti con lo spoil system»

PESCARA . L’assessore regionale Mauro Febbo tira dritto e definisce «strumentale» la diffida inviata dal collegio dei liquidatori del Consorzio per lo sviluppo industriale dell’area Chieti-Pescara,...
PESCARA . L’assessore regionale Mauro Febbo tira dritto e definisce «strumentale» la diffida inviata dal collegio dei liquidatori del Consorzio per lo sviluppo industriale dell’area Chieti-Pescara, formato da Camillo D’Angelo (presidente), Enzo Del Vecchio (vice presidente) e Moreno Di Pietrantonio. La Regione considera l’organismo decaduto a far data dall’insediamento del nuovo Consiglio, e ha già nominato i tre successori nelle persone di Mario Battaglia (presidente), Federico Di Federico (vice) e Adriano Marzola (componente) nell’ambito dello spoil system, rimediando la diffida. «Il collegio», dice Febbo con decisione, «sostituisce quello precedente così come definito in maniera chiara e precisa dalla legge regionale sullo spoil system, dove si precisa che le nomine degli organi di vertice, individuali e collegiali, di amministrazione degli enti dipendenti dalla Regione, economici e non, hanno una durata massima effettiva pari a quella della legislatura regionale e decadono all’atto di insediamento del nuovo Consiglio regionale».
Per l’assessore la diffida è «fuori luogo, pretestuosa e politicamente strumentale. I tre commissari liquidatori conoscono molto bene cosa viene stabilito nella Legge regionale numero 25 inerente lo spoil system. Dopo tutto è la stessa identica norma applicata per la loro nomina. A tal proposito consiglio loro di andarsi a rieleggere la delibera approvata dalla giunta D’Alfonso con la quale venivano sostituiti i commissari liquidatori precedentemente nominati da Chiodi. D’Alfonso», aggiunge Febbo, «ha applicato le stesse norme per sostituire o nominare i consiglieri all’interno del stesso collegio dei liquidatori per ben 7 volte prima di arrivare all’attuale composizione. Pertanto l’atto approvato nell’ultima seduta di giunta per sostituire il collegio, cioè l’ex Giunta Pd di Pescara ai tempi di D’Alfonso sindaco, non solo è legittima ma rientra in una delle prerogative dell’attuale esecutivo regionale. Quindi le lettere di diffida sono semplicemente una sterile opposizione illegittima che non trova fondamento normativo». (a.bag.)

