Febbre per gli IronMan tutti pazzi per Brooke

In migliaia sulla spiaggia per applaudire gli atleti, Russo già pensa al 2015 La passione delle squadre pescaresi, 800 volontari al lavoro
PESCARA. Una città in festa invasa da duemila atleti, da uno stuolo di accompagnatori, da una folla di pescaresi che per un giorno si sono sentiti uomini di ferro. Non importa se loro, gli spettatori spalmati a migliaia in spiaggia e lungo il percorso, non hanno nuotato per un chilometro – la distanza di 1,9 chilometri è stata accorciata per il mare mosso –, pedalato per 90 chilometri e percorso una mezza maratona da 21 chilometri: ieri Pescara è tornata a vivere il suo evento, la quarta edizione dell’IronMan 70.3, unico appuntamento in Italia. «Ben arrivati a Pescara, la città italiana del triathlon, allenata a grandi successi», questo il messaggio di benvenuto della Wecan al popolo degli sportivi.
Le immagini del centro della città preso d’assalto raccontano la passione per il sacrificio dello sport dei triatleti e la curiosità della gente per quegli uomini che sembrano quelli della porta accanto e invece sono capaci di sopportare la fatica per ore. E curiosità anche per la più “beautiful” della gara, Katherine Kelly Lang, la Brooke Logan della soap-opera infinita che, alla fine, ha indossato anche la canotta gialla e blu dei Runners Pescara consegnata dal presidente Domenico D’Onofrio: «Ormai, l’attrice è una simpatizzante dei Runners», scherza D’Onofrio.
Pescara, alla ritorno della gara internazionale di triatlhon, ha risposto scendendo in strada in massa. L’IronMan è diventato una costante della città e se è vero che non c’è due senza tre, l’organizzazione, con a capo Michele Russo, già pensa al 2015. Non è certo ma visto il record di partecipanti toccato quest’anno, ipotizzare una quinta edizione sembra quasi un obbligo. La Wecan, addirittura, rilancia pensando all’IronMan full distance e cioè 3,8 chilometri di nuoto, 180 di bicicletta e una maratona: «Straordinarie le performance dei volontari e della città che ha dimostrato ancora una volta di essere un’autentica Ironcity», dice la società di Russo, «pronta a raggiungere nuovi e più importanti traguardi, come, per esempio, un IronMan full distance. Noi ci crediamo».
Lo spirito Ironman – sorridere davanti alle difficoltà, a partire dal meteo, e andare avanti – ha contagiato la città: nonostante le transenne, i divieti di accesso e sosta, le forze dell’ordine agli incroci e i residenti imbrigliati in un labirinto, la febbre per l’IronMan è scoppiata lo stesso. È ancora presto per fare un bilancio ma le aspettative parlano di un giro d’affari da 5 milioni di euro, dai bar, ai ristoranti, alberghi, negozi. In piazza Salotto, è andato in scena l’aspetto commerciale della gara: in mostra e in vendita il meglio dell’abbigliamento, delle scarpe e degli accessori sportivi per il nuoto, il ciclismo e la corsa. I marchi più famosi del mondo hanno scelto di essere presenti a Pescara, dalla Timex, leader degli orologi sportivi e presente nelle gare internazionali più prestigiose, fino allo Spinning con tre giorni di pedalate in piazza Salotto, organizzate con la Polisportiva Pescara, insieme a istruttori del calibro di Cristina Bernardini, Vincenzo Gambone, Roberto Sara, Nico Bucci e Mariagrazia Antonucci.
Una prova di forza anche per un esercito di quasi 800 volontari, a partire dalle squadre di Croce rossa e Misericordia schierate in mare e sulla strada per garantire la sicurezza e l’assistenza sanitaria agli atleti. A coordinare la macchina dei soccorsi, dalla terrazza dell’hotel Esplanade, il primario del 118 Emanuele Cherubini: «È andato tutto per il meglio, il coordinamento tra le forze dell’ordine e i volontari è stato ottimo. Del resto, è il quarto anno e, stavolta, abbiamo creato una centrale operativa per l’IronMan in grado di organizzare al meglio il lavoro dei posti medici avanzati e delle ambulanze lungo il percorso: un bel lavoro, per una volta possiamo dirci bravi anche da soli». «La macchina dei soccorsi ha funzionato benissimo, dal mare alla strada», dice Gianluca D’Andrea, presidente della Misericordia, «non ci sono state emergenze e gli interventi sono stati limitati ad assistenza in caso di crampi ed escoriazioni per cadute in bicicletta». La Croce rossa ha soccorso ha soccorso un atleta che durante la prova di nuoto ha subito una lussazione a una spalla.
Ma l’IronMan è stata la sfida degli appassionati di sport, quelli che si ritagliano un’ora di allenamento tra lavoro e famiglia. Le associazioni sportive abruzzesi hanno schierato, tra gara completa e staffette, centinaia di atleti. La Inuit, guidata dalla presidente Claudia Gnudi, e la Fit Program hanno giocato in casa: «Esemplare il caso della Fit Program», dice la Wecan, «che ha schierato 110 adulti e 65 bambini per l’Ironkids, tutti con l’inconfondibile body azzurro, accomunati dalla passione per la triplice e uniti intorno all’instancabile Christian Ridolfi». Festa anche per il gruppo dei Neofiti.
Una gara per abbattere i propri limiti, come ha fatto Graziano Wade della Nuova Atletica Montesilvano che ha completato in poco più di 5 ore portando con sé l’amica disabile Roberta Pagliuca: un lavoro di squadra per trainare Roberta in canoa durante la frazione di nuoto e spingerla nella corsa. Da spettatrice ad atleta, il racconto di Roberta nella pagina accanto: anche lei è IronMan.
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