Feci di cavallo in mare Allarme tra i bagnanti

Secondo caso allo stabilimento Don Orione, interviene la capitaneria La mamma di una disabile: «Così è impossibile entrare in acqua»
PESCARA. Cavalli che passeggiano all’alba in mezzo al mare. E abbandonano lì i propri bisogni. Sulla riviera sud accade già da qualche giorno per cui non sembra più una casualità ma un’abitudine, poco gradita da chi frequenta la spiaggia e da chi lavora sulla spiaggia. Ieri mattina dallo stabilimento Don Orione è partita una nuova segnalazione alla Direzione marittima e al Comune, dopo quella di mercoledì, e sulla battigia sono arrivati non solo gli addetti della Capitaneria di porto ma anche la polizia municipale e il personale di Attiva. Si è pensato a un problema del sistema fognario, cioè ad uno sversamento su Fosso Vallelunga, ma gli addetti dell’Aca hanno accertato, nel corso di un sopralluogo, che era tutto in regola. E chi si trovava sulla spiaggia non ha avuto dubbi sulla provenienza di quel materiale: deiezioni di cavallo.
Tra i bagnanti è salita la tensione perché «non è la prima volta che accade», dice Giovanna Desiderio, una delle frequentatrici dello stabilimento Don Orione, dove ogni mattina arrivano i ragazzi disabili e altri pazienti della struttura riabilitativa. «Verso le 8.15 mi sono accorta della presenza della cacca di cavallo, che si estende anche in altri stabilimenti, come Boro Bora e poi anche oltre. Ho telefonato al Comune e ho fatto ribellare tutta la spiaggia perché ritengo che sia uno schifo e non è normale che i ragazzi debbano fare il bagno in quelle condizioni», aggiunge preoccupata per la figlia, ma non solo per lei.
«I disabili», prosegue la donna, «potrebbero afferrare quello che si trovano davanti in acqua e metterlo in bocca, non rendendosi conto del possibile pericolo. Secondo me gli enti interessati sanno benissimo che qui vengono a spasso i cavalli, all’alba. Ma se ne fregano. E invece dovrebbero intervenire e far andare i cavalli altrove. Spero che questa sporcizia finisca presto».
Per andare a fondo la Capitaneria ha effettuato dei prelievi, come era già accaduto nei giorni scorsi, e l’Arta (Agenzia regionale di tutela ambientale) si occuperà nuovamente degli esami, anche per accertare la natura di quel materiale che non sembra lasciare spazio a dubbi. In caso di esito negativo, il risultato sarà trasmesso al Comune e al compartimento marittimo entro 48 ore.
«L’utenza è infastidita», ha confermato Paolo Cappellini, uno dei gestori dello stabilimento Don Orione. È stato lui, mercoledì, a raccogliere le deiezioni di cavallo e a rivolgersi alla Capitaneria ma ieri il problema si è riproposto. Stavolta gli è stato detto esplicitamente di «non rimuovere niente, e così ho fatto», per consentire al personale che sarebbe intervenuto di registrare l’esistente. «Il disagio c’è», ha detto ancora, perché i bisogni lasciati dai cavalli «sono molto visibili», all’incirca all’altezza del limite delle acque sicure. E qualcuno, infastidito, ha alzato la voce, durante il controllo. «C’è chi dice di aver visto i cavalli, anzi ne avrebbero visti addirittura 6, due giorni fa. E chi frequenta la spiaggia spera in una soluzione».
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