Federica: «Mamma e papà sono qui con mio figlio»

19 Gennaio 2022

La giovane Di Pietro, orfana di Piero e Barbara, alla cerimonia con il bambino: «Con lui ho ripreso la forza per il processo: la verità c’è già, ora va solo scritta» 

FARINDOLA. Fabrizio Maria ha la faccia del nonno Piero che non conoscerà mai. Quattordici mesi tra pochi giorni, nel quinto anniversario della valanga c’era anche lui ieri, sotto alla montagna dove tutto è finito. Ce l’ha portato la mamma Federica, orfana con la sorella Fabrizia dei genitori Barbara e Piero Di Pietro, di Loreto Aprutino.
Federica, con quale sentimento ha portato il bambino alla commemorazione?
«L’ho portato perché quella è la mia vita, lì hanno vissuto le ultime ore i suoi nonni, che non riesco ancora a chiamarli così: il vero danno che mi ha creato Rigopiano».
Che cosa racconterà a suo figlio della valanga e di tutto il resto?
«Probabilmente non gli racconterò nulla, semplicemente gli farò vivere con me ogni cosa proprio come oggi. Si dice che i bambini siano gli unici a vedere gli angeli, per cui credo e spero che mio figlio abbia già conosciuto i suoi nonni in altri modi. Credo che li abbia già visti da solo con i suoi occhioni neri».
Con quale stato d’animo, quest’anno, è tornata lì dove ha perso i suoi genitori?
«Lo stato d’animo è sempre uguale. Quando sono là da loro, a Rigopiano, mi sento sempre figlia, è come se si annullassero tutte le altre condizioni. Ma in realtà oggi è stato diversissimo, perché ci sono andata da mamma, insieme a me c’era una vita nuova. Ho portato Fabrizio Maria come se lo volessi far vedere a mamma e papà, anche se non avevo bisogno di presentarglielo. Ero felice che c’era mio figlio, ma contemporaneamente stando lì, con lui tra le braccia, mi è venuta tutta insieme la forza di riprendere l’obiettivo del processo. Quest’ultimo anno è stato tosto, ho avuto il bambino, ho preso il Covid, è stato faticoso. Ma oggi (ieri ndr) mi sono detta, devi riprendere le redini di questa cosa».
Con quale obiettivo?
«L’obiettivo non è la ricerca della verità, che già c’è, già è palese e chiara a tutti. L’obiettivo adesso è che questa verità venga scritta nero su bianco. Bisogna solo metterla per iscritto e quindi la cosa che mi auguro è di trovare un giudice che abbia la scienza e il coraggio di mettere giù questa realtà, e di non avvalorare mai le tesi che stanno andando adesso: terremoto, forte nevicata, causa di forza maggiore. No. La tragedia non è stata causata dalla valanga che a 1.200 metri è un fenomeno naturale, come il terremoto in una zona sismica. No. Tutto quello che fu innaturale è stato tenere aperta una struttura con quella condizioni meteo senza garantire sicurezza; non pulire le strade; non rispondere alle richieste di aiuto: tutto questo è stato innaturale e l’obiettivo ora è di metterlo per iscritto. La verità già c’è».
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