Federico, disabilità e talento a Taormina

Il 23enne di Roccamorice non sa leggere nè scrivere, ma esegue al piano brani operistici senza spartito
ROCCAMORICE. «La passione di Federico per la musica ha del miracoloso. Vederlo alla tastiera sul palco del teatro greco di Taormina è stato come un sogno che diventa realtà. Un’esperienza toccante che mai dimenticherò». Carlo Santangelo, dirigente scolastico della scuola primaria di San Valentino-Caramanico, oggi a riposo, è ancora commosso dai lunghi e sinceri applausi ricevuti dal figlio Federico, 23enne originario di Roccamorice. Il ragazzo, affetto da una malattia genetica con tratti comportamentali simili all’autismo, ha una spiccata sensibilità per la musica, che più di ogni altro mezzo lo sta aiutando a comunicare. Così è stato in agosto a Taormina durante la seconda edizione del “Mythos Opera Festival”, manifestazione che riserva grande attenzione per i giovani talenti. Tra questi appunto il giovane pescarese al quale è stata affidata l’apertura con alcuni brani operistici eseguiti tutti senza spartito, sotto la guida del suo maestro di sempre, Alessandro Di Millo.
Federico, racconta il padre, è affetto da una malattia genetica rarissima, con severe limitazioni dell’autonomia personale e tratti comportamentali simili all’autismo. Non legge e non scrive ma, grazie alla grande passione per la musica, è riuscito ad aprire un importante canale comunicativo e dal 2012 si esibisce regolarmente in pubblico. «Alla serata di Taormina ha partecipato un pubblico d’eccezione e internazionale», ripete Carlo Santangelo. «Gli organizzatori hanno riferito di 4500 persone presenti. Tutti in religiosa attenzione durante l’esibizione di Federico. Miracolosamente siamo riusciti a scoprire questa sua passione», racconta. «Già da piccolo io e mia moglie abbiamo notato la sua particolare attenzione alla musica. Un giorno a scuola venne un giovane maestro a propormi un progetto per la scuola dell’infanzia ed io dentro di me pensavo: chissà se un domani mio figlio, magari nelle sue mani, riuscisse a produrre qualcosa. Così glielo chiesi e da quel momento, parliamo di una decina di anni fa, abbiamo intrapreso questa avventura. Una scommessa. All’inizio, pur avendo subito notato la sua fascinazione per il maestro all’opera, Federico riusciva a stare seduto non più di cinque minuti. Ma nel giro di venti giorni ha suonato il primo brano, Jingle Bells. Adesso, a distanza di anni, sta seduto alla tastiera per più di un’ora. Qualcosa di straordinario. Quest’anno», conclude il genitore «il festival di Taormina ha avuto un leitmotiv importante: inclusione e disabilità, un tema sociale che nessuno può ignorare nel vivere civile».

