«Femminicidi non solo tra i giovani»

L’associazione Emily Abruzzo: sono tragedie evitabili, ma la violenza non ha età
CASALBORDINO. «Non mi abituerò mai a queste notizie. Non ci sarà mai un motivo per giustificare un simile gesto. Si rafforza in me la convinzione che solo smuovendo le coscienze dei giovani e aumentando la conoscenza e la consapevolezza, possiamo sognare di non aver più bisogno di aprire centri antiviolenza». Così Teresa Di Santo, presidente di Emily Abruzzo, l’associazione che gestisce lo Sportello anti-violenza Save, commenta sulla pagina Facebook del sodalizio di Vasto, l’omicidio di Casalbordino.
Poi, contattata al telefono dal Centro, aggiunge: «Questa vicenda mi ha scioccato. La signora Maria Rita Conese non era nostra utente e mai è stata seguita da noi, ma le età di lei e di lui potrebbero dire che, probabilmente, si tratta di un femminicidio covato negli anni. Una coppia della loro età non culmina il rapporto coniugale durato tanto con l’omicidio della moglie perché lui è preso da un raptus. Sono rapporti che vanno avanti da anni e nei quali forse c’è qualcosa che non va, ma poi, per motivi che non conosciamo, vengono silenziati da ciò che dice la gente e dal fatto che si tratta di un paese piccolo. Tra l’altro, una coppia in cui i coniugi hanno più di 70 anni, nessuno va a denunciare l’altro con facilità e soprattutto non ci si rivolge a un centro anti-violenza. Ci possono essere violenze latenti che si trascinano per anni e anni e che poi sfociano in omicidi. Questa vicenda», sottolinea Teresa Di Santo, «dimostra comunque ancora una volta che la violenza non ha età: pensiamo che il femminicidio sia frequente tra i giovani ma non è così. Ecco allora che il lavoro nelle scuole serve a sensibilizzate i ragazzi affinché si evitino queste tragedie tra i giovani e non solo tra loro. Il Covid in questo momento favorisce la follia delle persone e questo rafforza ancora di più l’idea che non serve aprire uno sportello anti-violenza senza fare prima formazione nelle scuole, partendo dalle elementari. Quest’anno abbiamo avviato un progetto con i bambini di terza-quinta elementare ed è importare che si inizi in questa età». (r.o.)
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