Ferito da un cacciatore davanti a una casa

25 Ottobre 2020

L’uomo, 71 anni, stava andando a trovare un amico. Il colpo è stato esploso da un 78enne da una distanza di 200 metri

PENNE. Una battuta di caccia al cinghiale, nelle campagne tra Montebello di Bertona e Penne, nella zona di contrada Campo Mirabello, stava per trasformarsi in tragedia.
È successo ieri intorno alle ore 14, in un territorio a ridosso della zona protetta della riserva naturale del Lago di Penne. Un uomo di 71 anni, F.B. le sue iniziali, è stato colpito dal colpo sparato da un cacciatore mentre si trovava in tutt’altra situazione, visto che, lontano dal luogo di caccia, si stava recando a trovare un amico di famiglia. E proprio in quel frangente è avvenuto quanto di più imprevedibile potesse accadere.
A sparare, a circa 200 metri di distanza, così come ricostruito dai carabinieri, è stato un 78 enne del posto, impegnato in una battuta di caccia al cinghiale munito di regolare licenza di porto di fucile. Il 71enne rimasto ferito, che secondo quanto riscontrato dai sanitari del 118 intervenuti sul posto ha riportato una frattura ad una gamba ed una lesione vascolare, è stato colpito da una distanza di 200-250 metri con un fucile semiautomatico.
Sul posto, subito dopo l’accaduto, sono arrivati immediatamente anche i carabinieri della compagnia di Penne, guidati dal capitano Giovanni De Rosa, che hanno ricostruito l’accaduto e individuato il cacciatore responsabile dello sparo. La posizione del cacciatore è adesso al vaglio dei militari pennesi. Sul posto anche il personale del 118, che con l’elisoccorso ha trasportato il 71enne ferito all’ospedale di Chieti dove è stato sottoposto a tutte le cure e gli accertamenti del caso per verificare eventuali lesioni interne causate dal colpo subìto.Non è la prima volta che nella zona a ridosso della riserva si verificano battute di caccia, più volte oggetto di proteste da parte degli abitanti.
A maggio scorso anche il direttore della riserva naturale di Penne, Fernando Di Fabrizio, sollevò la problematica. «Di frequente sento sparare di notte vicino alla riserva, in particolare nel Fosso della Sardella, lungo il sentiero Serafino Razzi. Abbiamo segnalato più volte questa situazione anche ai carabinieri di Penne», ricorda Di Fabrizio.
«So che ci sono delle indagini in corso. Di certo, come racconta quanto avvenuto, c’è una pressione venatoria a ridosso della riserva che crea un rischio altissimo anche per l’incolumità pubblica. Ho parlato di questa problematica anche con il sindaco di Penne Mario Semproni», commenta ancora il direttore della riserva naturale Lago di Penne.
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