Fermato un furgone carico di oggetti rubati

4 Luglio 2015

Due romeni fermati alla frontiera con la Slovenia, viaggiavano con motoseghe, trapani, falciatrici, biciclette elettriche e non, monili di dubbia provenienza. Appello dei carabinieri ai legittimi proprietari

PESCARA. Bloccati alla frontiera due romeni con un furgone carico di refurtiva, ora i carabinieri cercano i proprietari dei circa 80 oggetti che stavano per passare in Slovenia e poi finire in Romania. Il 24 giugno scorso i carabinieri del Nucleo Investigativo di Trieste, nel corso di un controllo di veicoli alla frontiera con la Slovenia, ha individuato e fermato un furgone sospetto con a bordo due cittadini romeni intenti a tornare in patria. A seguito di perquisizione personale e del furgone, i militari hanno rinvenuto all’interno del mezzo numerosi oggetti di provenienza sospetta: decespugliatori, motoseghe, trapani, gruppi elettrogeni, telefoni cellulari, occhiali da sole, biciclette, monili vari e molto altro. Hanno chiesto contezza circa il possesso di tale materiale ma non hanno ricevuto risposte convincenti. A quel punto, visto che i due romeni, segnalati per vari reati contro il patrimonio, risultano residenti a Pescara, hanno informato i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del capoluogo adriatico, inviando qualche foto del materiale sospetto. Il riscontro è risultato subito positivo, in quanto i militari di Pescara hanno riconosciuto alcuni oggetti denunciati oggetto di furto nei giorni precedenti da due cittadini pescaresi. Alla luce delle prime risultanze investigative il materiale è stato interamente sequestrato come probabile provento di furto. Le foto, che vengono pubblicate di seguito, rappresentano il materiale posto sotto sequestro, verosimilmente asportato nella zona di Pescara e dintorni. Vedi gli oggetti recuperati.

Chiunque dovesse riconoscere qualche oggetto è pregato di presentarsi al Comando Carabinieri a Rancitelli in via Lago di Borgiano (085.50662), portando con sé la denuncia di furto per esaminare meglio il materiale ed eventualmente procedere alla restituzione del maltolto. La denuncia per ricettazione invece costringerà i due pregiudicati romeni a restare in Italia fino al processo.