Ferro ai domiciliari Il papà chiede scusa

19 Giugno 2015

PESCARA. «Mio figlio ha fatto una stupidaggine per i problemi che ha avuto in precedenza, ora per fortuna lo sto andando a prendere, gli hanno dato i domiciliari». Gino Ferro, papà di Morgan (nella...

PESCARA. «Mio figlio ha fatto una stupidaggine per i problemi che ha avuto in precedenza, ora per fortuna lo sto andando a prendere, gli hanno dato i domiciliari». Gino Ferro, papà di Morgan (nella foto), il ragazzo di 27 anni arrestato tre giorni fa a tempo di record dai carabinieri a Cepagatti per la rapina alla gioielleria Cantò, non giustifica il figlio, ma è pronto ad aiutarlo di nuovo, come ha sempre fatto.

«Siamo una famiglia perbene, lavoriamo, io faccio i mercati, vendo abbigliamento bimbo 0-14 anni da una vita, l’altro figlio lavora anche lui, per conto suo. Purtroppo Morgan si è sbandato verso i 17, 18 anni, ha avuto dei problemi, e abbiamo fatto di tutto per rimetterlo in sesto. Da un po’ di tempo si era rimesso, è un buon ragazzo, purtroppo ha fatto questa stupidaggine. Ma meno male che alla fine non è successo niente».

Problemi di lavoro? «No, il lavoro non c’entra», riferisce ancora il papà di Ferro, «mi ha sempre dato una mano nei mercati. A Cepagatti mi conoscono, i carabinieri sanno bene chi sono, sono stati loro stessi a contattarmi dicendomi quello che era successo. Appena mi ha visto, mio figlio me l’ha detto subito, ho fatto uno sbaglio. Lì per lì gli avrei messo le mani addosso, ma ringraziamo Dio è andato tutto bene. Certo», prosegue Gino Ferro, «il dispiacere resta per quello che è successo. Mi sono già scusato con i carabinieri e conto di andare a farlo anche con i proprietari della gioielleria Cantò. Se domenica sono aperti, e penso di sì perchè la domenica si fa il mercato a Cepagatti, ci vado di persona a scusarmi. È gente che lavora come lavoro io, che fa i sacrifici come li faccio io, è chiaro che dispiace. Sono cose che non devono succedere».

(s.d.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA