Ferro di cavallo, inizia la demolizione

Oggi l’allestimento del cantiere per svuotare l’edificio. A maggio l’arrivo delle ruspe: abbattimento da completare in 4 mesi
PESCARA. Si comincia. È arrivato il giorno dell’inizio dei lavori. Stamani (il via alle 10.30) sarà allestito il cantiere per l’abbattimento del Ferro di cavallo di via Tavo, l’edificio popolare con 120 appartamenti trasformato in un vero e proprio fortino da un gruppo di malviventi di prim’ordine: i carabinieri del comando provinciale ne hanno arrestati 20 giovedì scorso con l’accusa di associazione di stampo mafioso, mai contestata fino ad ora a clan locali. Sono in parte rom e avevano reso impenetrabile l’edificio a forma di Ferro di cavallo, per delinquere indisturbati.
IL FORTINO
Da quel palazzone giallo, lurido e impregnato di omertà, controllavano traffico e spaccio di droga, furti e truffe, non solo nella zona di Villa del fuoco ma anche nel resto della città: e guai a chi entrava. Lo sanno bene il giornalista Rai Daniele Piervincenzi, aggredito mentre realizzava un servizio, e Vittorio Brumotti, la cui troupe ha filmato per la trasmissione “Striscia la notizia” l’arresto di una donna, e quindi è stato preso a calci. Per questi metodi violenti hanno vissuto nel terrore alcuni cittadini perbene, vittime di minacce e intimidazioni. Basti pensare agli incendi appiccati per chiudere la bocca a chi era pronto a testimoniare dopo un omicidio, avvenuto sempre lì.
LA PROCEDURA
La demolizione del Ferro di cavallo, affidata il 24 marzo dall’Ater alla ditta Gentile ambiente spa di Casoria (Napoli) era un obiettivo di Regione, Ater e Comune (i finanziamenti del Cipe risalgono al 2017). Sembrava irraggiungibile, anche per quei residenti della zona che non vedono l’ora di cambiare pagina, visto che continuano ad assistere a un via vai di tossicodipendenti, anche adesso che l’edificio è vuoto (gli inquilini regolari sono stati spostati, quelli irregolari sono stati sfrattati). Lì li spacciatori lavorano h24, proseguono regolarmente l’attività. C’è anche qualcuno che occupa abusivamente gli appartamenti, non sapendo dove andare, pur essendo stati murati gli ingressi.
La procedura per affidare i lavori è partita formalmente il 28 novembre 2022 (ma ancora prima è stato svuotato il palazzone, con l’assegnazione di altri alloggi alle famiglie che hanno diritto, e ci sono voluti mesi). Quel giorno c’erano il presidente della Regione Marco Marsilio, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il sindaco Carlo Masci, l’assessore Isabella Del Trecco e, per l’Ater, il presidente Mario Lattanzio e il direttore Gianni D’Addazio (che oggi firmerà il contratto e il verbale di consegna dell’area). E ci saranno anche oggi, alle 10.30.
i tempi
Oggi si parte. Il primo step, dopo la recinzione, è rappresentato dallo svuotamento dell’immobile: via gli infissi, gli arredi, i rivestimenti. Poi, a metà maggio, arriveranno i macchinari, dotati di una maxi pinza per la rimozione del Ferro di cavallo. Il lavoro (importo un milione 214mila euro) è da concludere in 120 giorni. Seguirà la costruzione di due edifici (56 appartamenti in totale).
«PROMESSA MANTENUTa»
«Oggi i cittadini onesti possono festeggiare, tra qualche giorno quel cancro della nostra città non esisterà più, raderemo al suolo quel simbolo, con tutto ciò che di negativo ha rappresentato», commenta Masci. «Pescara cambia volto, anche nelle periferie più estreme, perché le promesse le facciamo diventare realtà».

