Festa clandestina, scattano i divieti

17 Aprile 2022

Intercettato dalla Digos un party non autorizzato. Era stato organizzato sulla rete

PESCARA. Era stato organizzato tutto alla perfezione, biglietto acquistabile al prezzo di 13 euro su uno dei circuiti di vendita on line, registrazione sul portale e solo, una volta effettuato il pagamento, sarebbe stato possibile conoscere il luogo dell’evento, le campagne attorno a Vicoli. Un evento musicale, un rave party, che si sarebbe svolto domani, a Pasquetta, per l’intera giornata, dalle 12 all’una di notte. Ma a mandare all’aria i piani è stata la questura. Attraverso il monitoraggio della rete, i poliziotti della Digos, guidati da Dante Cosentino, sono infatti venuti a conoscenza che, a Pescara, si stava organizzando un evento a pagamento, chiamato “Vibez Secret Party” per lunedì 19.
Dalle modalità organizzative e dalla divulgazione del rave sulla rete, i poliziotti hanno subito capito che avrebbe di sicuro attirato tanti giovani, con possibili ripercussioni quindi sull’ordine e la sicurezza pubblica, ma anche a livello sanitario. Di qui, sono scattati gli accertamenti che in poco tempo hanno permesso di rintracciare l’organizzatore dell’evento, che si sarebbe tenuto, a Vicoli, in una sua proprietà, vicina ad un ampio spazio verde. Dopo aver parlato a lungo con gli agenti della Digos, lo stesso organizzatore si è reso conto di quelle che avrebbero potuto essere le conseguenze e ha annullato tutto, cercando di avvisare più gente possibile tramite il web.
Il questore Luigi Liguori ha comunque predisposto l’intensificazione dei servizi di osservazione e vigilanza in zona e lungo le strade che conducono al paese in modo da intercettare quei giovani, che non sapendo che l’evento è stato annullato, potrebbero comunque recarsi sul posto.
Nel pescarese non è la prima volta che si organizzano iniziative del genere. Un anno fa, a maggio, i carabinieri avevano interrotto sul più bello un rave party organizzato in una cava dismessa di Lettomanoppello, nell’area del Parco nazionale della Majella. Una quarantina erano stati i ragazzi, provenienti da diversi Comuni del centro Italia, multati e denunciati. Dagli accertamenti era venuto fuori che i giovani erano lì senza aver chiesto alcuna autorizzazione e che l’organizzazione era avvenuta attraverso i social, coinvolgendo persone di più regioni.
(a.d.f.)