Festa dei 50 anni per l’A14 A settembre i nuovi lavori

14 Giugno 2023

Il presidente Leone nel 1973 tagliò il nastro con Natali, ma Gaspari non c’era

Da un lato Remo Gaspari da Gissi, dall’altro Lorenzo Natali, nato a Firenze ma aquilano di adozione. In Abruzzo erano gli anni della Dc e di uno scontro politico epocale tra le sue due anime. Fu così che, in un sabato piovoso del 1973, Giovanni Leone, a Città Sant’Angelo, tagliò il nastro dell’A14. Ma in prima fila, accanto al presidente della Repubblica, c’era Natali e non c’era Gaspari. A 50 anni da quel giorno la società Autostrade per l’Italia celebra l’anniversario e annuncia nuovi e importanti cantieri. Autostrada delle vacanze, balcone sul mare, Autostrada che lancia il Meridione verso l’Europa: furono queste le definizioni che i giornali dell’epoca diedero all’A14. Tutti però concordi su una cosa, ovvero che il completamento dell’opera, partita con il boom economico degli anni ’60, avrebbe unito ancora di più il Nord e il Sud dell’Italia, raddoppiando l’Autostrada del Sole, fino a quel momento prima e unica vera arteria del nostro Paese.
IL PALCO ADDOBBATO
L’apertura al traffico dei 250 nuovi chilometri tra Ancona, Pescara, Vasto e Foggia avvenne in modo solenne. Fu una celebrazione che si protrasse per l’intera giornata, culminata con una colazione istituzionale al Motel Agip di Pescara, proprio davanti alla Direzione de VII Tronco dove i nuovissimi edifici della Società Autostrade facevano da contorno al palco addobbato con i tricolori per la cerimonia. Ad accogliere Leone, tra la folla, anche i rappresentanti dei due rami del Parlamento, i presidenti delle Regioni Abruzzo e Marche, l’arcivescovo Antonio Iannucci e il presidente di Autostrade, Ennio Santucci insieme al presidente dell’Iri Giuseppe Petrilli.
CI PORTA IN EUROPA
Leone esordì elogiando la neonata A14 come un’opera di progresso sociale, un’infrastruttura capace di unire l’Abruzzo all’Europa. Le fotografie di quel giorno di mezzo secolo fa, gentilmente concesse da Aspi al Centro, sono documenti della storia della nostra regione. Così come le immagini in bianco e nero dei cantieri, scattate nel 1967, diventano un recupero della memoria collettiva d’Abruzzo.
I GRANDI NUMERI
Oggi la dorsale adriatica, con i suoi 50.196 transiti medi giornalieri, che arrivano a punte di 75.000 durante l’esodo estivo, resta un asset imprescindibile della mobilità del Paese, ma anche complesso, soprattutto nel tratto che, a partire dal Sud delle Marche, attraversa tutto l’Abruzzo. Un susseguirsi, dovuto all’orografia del territorio, di gallerie e viadotti, oggetto di un imponente piano di ammodernamento messo in campo da Autostrade per l’Italia. Oltre 50 fornici e 113 tra ponti e viadotti da adeguare ai più recenti standard ingegneristici e normativi e soprattutto da rigenerare per poterne allungare la vita utile e restare per altri 50 anni a servizio della mobilità del Paese.
I lavori, spesso finiti al centro di polemiche, sono in realtà necessari dopo mezzo secolo. L’investimento sfiora gli 800 milioni di euro. La rigenerazione del patrimonio infrastrutturale riguarda in questa fase i tunnel e le barriere di sicurezza dei viadotti.
LE GALLERIE
In particolare, le gallerie sono interessate da due attività distinte: una di tipo impiantistico e una strutturale. Aspi li descrive come «interventi di rigenerazione strutturale progettati dopo un’innovativa fase ispettiva effettuata con l’ausilio di tecnologie avanzate, allo scopo di restituire un assessment approfondito dello stato e delle condizioni dell’infrastruttura». Vengono infatti effettuate analisi tramite “georadar” e “laserscanner” e con diversi altri metodi, tra cui i carotaggi in profondità. Tutto ciò consente una mappatura completa e dettagliata delle condizioni delle gallerie prima di procedere con gli interventi.
In molti casi viene progettato ed effettuato il completo rifacimento della calotta che prevede anche la predisposizione di un nuovo sistema di impermeabilizzazione, di cui le gallerie del tratto non erano dotate prima degli interventi di Aspi, come è tipico di tutti i tunnel costruiti prima degli anni ’80. Attualmente uno degli interventi più imponenti è in corso nella galleria Colle Marino Nord compresa tra lo svincoli di Atri Pineto e Roseto.
L’opera, progettata dalla società Asfalti Sintex Bologna, società fondata negli anni 30 per la realizzazione di pavimentazioni stradali, ha uno sviluppo complessivo di quasi un chilometro, di cui circa 800 metri di scavo in naturale e ospita una carreggiata a due corsie.
LE BARRIERE
Sempre in questa fase i viadotti del tratto Sud della A14 sono interassati principalmente da interventi di riqualificazione delle barriere laterali di sicurezza che prevedono la totale sostituzione di quelle esistenti con dispositivi di ultima generazione. Solo per i viadotti sono previsti 90 interventi, ad oggi sono stati già installati circa 4,5 km di dispositivi. Particolarmente rappresentativo è il piano che riguarda il viadotto Cerrano dove sono state avviate tre tipologie differenti di interventi: dalla sostituzione delle barriere laterali, all’adeguamento sismico, fino al consolidamento geotecnico. Quest’ultimo è stato progettato sulla base dei risultati di un’attività di monitoraggio “inclinometrico” e di campagne di indagine geotecnica. Il viadotto Cerrano, che attraversa la valle omonima, è lungo complessivamente 805 metri ed è stato realizzato dall’impresa Scai (Società Costruzioni Autostrade Italiane), a suo tempo società del Gruppo Iri.
I CANTIERI DI GIORNO
Per ora c’è una tregua che durerà fino all’11 settembre. E questo perché le analisi dei flussi di traffico confermano che la A14, insieme alla A1, è la direttrice maggiormente utilizzata in occasione delle festività e dell’esodo estivo, arrivando anche a registrare il +50% rispetto alle medie di traffico giornaliero. Aspi ha così messo a punto, sotto la supervisione del Mit, un programma di lavori che prevede la totale rimozione dei cantieri in occasione dell’estate e durante i ponti festivi nel periodo natalizio. Negli ultimi mesi inoltre è stato istituito, sempre sotto la guida del Mit, un tavolo di coordinamento con le istituzioni regionali per condividere il piano e favorirne la velocizzazione.
«Tutte le attività portate avanti per allungare la vita utile del tratto, data la complessità, necessitano di essere eseguite in assenza di traffico, riducendo quindi l’utilizzo della carreggiata a disposizione», ci tengono a spiegare dalla società Autostrade. Inoltre, a causa delle caratteristiche del tracciato (un’alternanza pressoché continua di viadotti e gallerie), la pianificazione prevede un’ottimizzazione degli interventi, portando avanti più attività distinte all’interno di un solo cantiere. «Si tratta», proseguono da Aspi, «di lavori molto diversi tra loro (per progettazione, per iter approvativo, per recupero materiali e mezzi e per messa a terra) che richiedono uno sforzo di pianificazione e integrazione notevole per far sì che i diversi interventi possano partire e andare avanti contemporaneamente al fine di limitare l’impatto sulla viabilità».
I LAVORI NOTTURNI
Nelle fasi meno impattanti delle attività, invece, le lavorazioni vengono programmate principalmente in orario notturno, anch’esse soggette a sospensioni nei periodi di maggiore traffico. Ci riferiamo però alle complesse opere di ammodernamento e non a quelle di ordinaria manutenzione che, anche d’estate e di notte, proseguono in base alle necessità che di volta in volta si presentano. In questo caso occorre avere pazienza e stare attenti alla segnaletica stradale.