Festa di Pasqua in casa con trenta persone: ma arriva la polizia

La segnalazione di un cittadino fa scattare il blitz ai Colli In tutta la provincia altre 34 multe. Chiuso anche un negozio
PESCARA. Musica a tutto volume, urla, schiamazzi, un via vai di bambini non indifferente. Insomma, una festa di Pasqua come se la pandemia non esistesse e come se i divieti anti-Covid fossero carta straccia. L’hanno organizzata una dozzina di persone, tutti adulti, portandosi dietro venti bimbi. Si sono ritrovati per trascorrere insieme la giornata di domenica, senza il timore di essere scoperti nella casa di via del Santuario. E invece la polizia è arrivata, ha interrotto tutto e identificato i partecipanti. Si annunciano sanzioni in quantità, una dozzina, per tutti gli adulti che hanno varcato la porta di quella casa ben sapendo che non sarebbe stato possibile.
Tutto è nato da una segnalazione alla sala operativa della questura che riferiva di una festa in corso. Impossibile fraintendere tutto quel rumore, tra musica, schiamazzi e un andirivieni di bambini che si spostavano tra l’interno e l’esterno. Il controllo ha messo la parola fine alla festa il cui ricordo sarà legato alle sanzioni da recapitare nei prossimi giorni, da 400 euro l’una, per il mancato rispetto della normativa anti-contagio. Non sono le uniche violazioni registrate a Pasqua, anche se la situazione in città è apparsa in linea generale tranquilla, a causa della zona rossa. Tra sabato e domenica, in tutta la provincia sono state elevate 34 sanzioni, in base al report quotidiano della prefettura. Sono state 828 le persone controllate in due giorni (di cui 393 a Pasqua) mentre i locali raggiunti dal personale impegnato nei controlli sono stati 57 (20 a Pasqua). E domenica è scattata anche la chiusura di un bar di Montesilvano, da parte della Guardia di finanza, dopo aver scoperto un assembramento di clienti all’esterno del locale. Saracinesca abbassata per cinque giorni, quindi, e sanzioni per tutti.
Ieri un altro locale è stato sottoposto a chiusura temporanea, da parte della polizia. Si trova nella zona dello stadio e non rientra tra le attività che avrebbero potuto lavorare nonostante la zona rossa. E così, oltre alla sanzione per aver ignorato i divieti, è stata imposto anche uno stop per cinque giorni.
Nei controlli, voluti dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo, è stato impegnato un numero considerevole di uomini, con la partecipazione di polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale e polizia provinciale, capitaneria di porto. Servizi non solo in strada, sulla spiaggia, in mare e con gli elicotteri - per un controllo dall’alto - ma anche nelle stazioni di Pescara e Montesilvano (attraverso la Polfer) e al porto turistico (con la polizia di frontiera). Un dispositivo articolato con attività mirate a partire da venerdì pomeriggio, quando in piazza della Rinascita sono stati sanzionati nove ragazzini minorenni per la violazione del divieto di spostamento tra comuni. Sono stati notati dietro alla statua dell’elefante e si è scoperto che arrivavano da altri centri delle province di Pescara e Chieti, senza un motivo valido.
Nei giorni scorsi, per evitare assembramenti, sono rimasti chiusi i parchi comunali (da sabato fino a ieri) e nel week end di festa, fino a ieri, è stato imposto il divieto di stazionamento in tre piazze centrali (piazza della Rinascita, piazza Sacro Cuore e Piazza Muzii), dalle 15 alle 22.

