Fiab Pescarabici, vent’anni in sella

9 Aprile 2024

Il presidente Mancini: «La città è diventata più sostenibile, ma c’è ancora da fare»

PESCARA. Vent’anni in sella. Mai affermazione fu più appropriata, visto che l’anniversario è quello di Pescarabici, l’associazione che dal 2004 si batte per la diffusione della bicicletta, mezzo di trasporto ecologico per eccellenza. Per l’occasione, ieri sera nella sede-ciclofficina CicloPe della stazione di Pescara Porta Nuova, l’associazione ha voluto celebrare i dirigenti e i soci di allora e di oggi, insieme a tutti gli appassionati di mobilità sostenibile. Cinque i presidenti a ricordare le battaglie portate avanti e vinte in due decenni, a cominciare da Mario Collevecchio, presidente della assemblea costituente, seguito da Stefano Di Re, Giancarlo Odoardi, Laura Di Russo, Filippo Catania e Francesco Mancini, presidente dal 2023, in carica.
Dopo vent’anni, spiega proprio Mancini, «siamo maturi. Di strada ne abbiamo fatta tanta e nel frattempo è cambiata la città, diventata senza dubbio più sostenibile». E Pescarabici, sottolinea il presidente, «ha dato un contributo importante». Ripensando alle lotte fatte appena sette o otto anni fa per avere le piste ciclabili, Mancini sorride. «C’è ancora molto da lavorare. Meno per quanto riguarda le piste, ora guardiamo alla “città ciclabile”, dobbiamo renderla più sicura e vivibile, più sostenibile». Soluzioni? «Istituire le zone 30 km/h, l’alta velocità uccide. Poi bisogna mettere i parcheggi a pagamento, il parcheggio libero è attrattore di traffico e noi dobbiamo ridurre l’uso delle auto private». «È anche una battaglia culturale», sottolinea, «dobbiamo far capire alle persone la bontà dell’andare in bicicletta o con i mezzi pubblici. E poi spingiamo affinché il dialogo con le istituzioni sia sempre attivo».
Ricorda il mandato da presidente anche Giancarlo Odoardi, coordinatore Fiab Abruzzo e Molise. «All’inizio l’attività era diversa», ricorda Odoardi, «ci riunivano nei bar, nelle pizzerie. Di iniziative ne abbiamo fatte molte: dodici edizioni del Tour dei ponti, la conta delle biciclette in città, abbiamo dato una grande mano a organizzare il pedibus per accompagnare i bambini a scuola». Ora il tema sostenibilità è molto più sentito, ma nel 2004, spiega l’ex presidente di Pescarabici, «le sensibilità erano ben diverse. Ci sono più leggi, più finanziamenti. Anche se la legge regionale n. 18 del 2013, che prevede una marea di cose, non è stata attuata. Attendiamo ancora il piano sulla mobilità ciclistica: dovrebbe avere un aggiornamento triennale, ma non è stato mai redatto. E se sono aumentate le piste ciclabili, mancano invece altre infrastrutture come gli stalli». «Il Comune di Pescara ha il Biciplan, che prima non c’era. Qualche elezione fa, Pescarabici preparò un elenco di dieci punti irrinunciabili per i candidati sindaci», racconta Odoardi. «C’erano 30 cm di pista ciclabile per abitante, chiedemmo di arrivare almeno a un metro a testa. Ora siamo a circa 40 cm. Poi, non c’è sistema di piste: c’è un pezzo qua, un pezzo là. Bisognerebbe poter entrare in pista e arrivare a destinazione senza lasciarla mai. E ci vorrebbe una rete che consentisse di andare in qualunque direzione, senza essere bloccati dai cordoli».
«Allora c’era tantissimo entusiasmo», ricorda Laura Di Russo, terzo presidente di Pescarabici e unica donna. «Abbiamo organizzato tante manifestazioni, con centinaia di persone e tanti sponsor. La bicicletta era ancora poco frequentata, siamo stati pionieri soprattutto nel cicloturismo, all’epoca una novità». «Le cose sono cambiate? Certo», riflette Di Russo, «ci fa piacere scoprire che quei discorsi che erano all’avanguardia vent’anni fa, oggi sono normali. Quanta difficoltà a far capire questi temi alla politica. Quante pacche sulla spalla ho ricevuto. “Beata te”, mi dicevano...» Oggi, per fortuna, qualcosa si muove. «Ciò che vorrei oggi», conclude, «sono le piste ciclabili più larghe, più sicure. E poi più formazione specifica tra i tecnici delle amministrazioni». E Pescarabici, dopo vent’anni, è ancora in pista per tante nuove battaglie.