Fiaccolata contro la prostituzione domani in centro
Una fiaccolata per dire no alla schiavitù della prostituzione domani, alle 20,30, nel piazzale della stazione centrale, con conclusione in piazza Salotto. L'evento, organizzato in occasione della...
Una fiaccolata per dire no alla schiavitù della prostituzione domani, alle 20,30, nel piazzale della stazione centrale, con conclusione in piazza Salotto. L'evento, organizzato in occasione della Giornata contro la tratta di esseri umani, è promosso dalla Comunità Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi, il sacerdote che per primo in Italia ha combattuto la cultura della prostituzione. La Comunità fondata da don Benzi organizza poi un momento di approfondimento per spiegare le ragioni della sua battaglia contro la prostituzione, sabato 20 ottobre alle 16 nella sala consiliare del Comune .
All'incontro parteciperanno l'arcivescovo Tommaso Valentinetti, il presidente della Giovanni XXIII Giovanni Paolo Ramonda, il direttore della Caritas don Marco Pagniello, e l'autrice del libro “Non siamo in vendita. Schiave adolescenti sulla rotta libica” Irene Ciambezi. «Dietro le apparenze di donne che mostrano la loro bellezza», spiega Giovanni Paolo Ramonda, il successore di don Benzi, «si cela l'orrore di una vera e propria forma di moderna schiavitù. I racconti delle donne accolte nelle nostre case famiglia, riuscite a uscire dallo sfruttamento della prostituzione, sono terribili. Peggio dei più terribili film. Stupri, violenze, ricatti, minacce alle famiglie d'origine, riti vodoo. Fino alla morte di tante giovani partite da Paesi poveri con la speranza di una vita migliore. Se i clienti sapessero quello che vivono realmente queste povere donne, spesso poco più che bambine, sono sicuro che rinuncerebbero a comprare questi corpi. I clienti sono complici di questa ingiustizia. Come i magnaccia. Lo stesso papa Francesco pochi mesi fa ha affermato che chi va con le prostitute è un criminale che tortura le donne».
Si stima che solo in Italia siano tra le 75mila e le 120mila le donne costrette a prostituirsi, più di 3 milioni i clienti maschi, per un giro d'affari di milioni di euro. La Comunità Papa Giovanni XXIII ha liberato dalla strada e accolto oltre 7000 ragazze vittime del racket della prostituzione.
All'incontro parteciperanno l'arcivescovo Tommaso Valentinetti, il presidente della Giovanni XXIII Giovanni Paolo Ramonda, il direttore della Caritas don Marco Pagniello, e l'autrice del libro “Non siamo in vendita. Schiave adolescenti sulla rotta libica” Irene Ciambezi. «Dietro le apparenze di donne che mostrano la loro bellezza», spiega Giovanni Paolo Ramonda, il successore di don Benzi, «si cela l'orrore di una vera e propria forma di moderna schiavitù. I racconti delle donne accolte nelle nostre case famiglia, riuscite a uscire dallo sfruttamento della prostituzione, sono terribili. Peggio dei più terribili film. Stupri, violenze, ricatti, minacce alle famiglie d'origine, riti vodoo. Fino alla morte di tante giovani partite da Paesi poveri con la speranza di una vita migliore. Se i clienti sapessero quello che vivono realmente queste povere donne, spesso poco più che bambine, sono sicuro che rinuncerebbero a comprare questi corpi. I clienti sono complici di questa ingiustizia. Come i magnaccia. Lo stesso papa Francesco pochi mesi fa ha affermato che chi va con le prostitute è un criminale che tortura le donne».
Si stima che solo in Italia siano tra le 75mila e le 120mila le donne costrette a prostituirsi, più di 3 milioni i clienti maschi, per un giro d'affari di milioni di euro. La Comunità Papa Giovanni XXIII ha liberato dalla strada e accolto oltre 7000 ragazze vittime del racket della prostituzione.

