Fials, incontro con il prefetto: indennità anche agli infermieri

PESCARA. Le indennità agli infermieri sono state al centro dell’incontro tra la Fials - Federazione italiana autonomie locali e sanità - e il prefetto Giancarlo Di Vincenzo. «ll governo, con lo...
PESCARA. Le indennità agli infermieri sono state al centro dell’incontro tra la Fials - Federazione italiana autonomie locali e sanità - e il prefetto Giancarlo Di Vincenzo. «ll governo, con lo stanziamento di risorse, ha inteso riconoscere solo ai medici aumenti economici dal 1° gennaio 2021», ha spiegato Gabriele Pasqualone, segretario regionale Fials Abruzzo, «discriminando gli infermieri e tutte le altre 21 professioni sanitarie, gli assistenti sociali e Oss, come tutti gli altri dipendenti della sanità pubblica. Non possiamo accettare che il Governo premi i medici con oltre 300 euro mensili dal 1° gennaio 2021, messi sul piatto della manovra come rifinanziamento dell'indennità di esclusività e poi “accontentare” gli infermieri con un'indennità che non arriva ai 2 euro giornalieri e da corrispondere successivamente alla stipula del nuovo contratto nazionale di lavoro (tra uno o due anni)». Risorse ritenute «assolutamente insufficienti - 335 milioni di euro - che non permettono la valorizzazione professionale ed economica degli infermieri , definiti “eroi” a marzo e ora dimenticati pur continuando a prestare la loro preziosa e insostituibile opera nel perdurare della pandemia Covid-19 con turni pesanti e con il blocco delle ferie: gli infermieri attendono da anni con le altre professioni sanitarie il rapporto di esclusività come la dirigenza medica e sanitaria. Chiediamo che nella legge di bilancio vengano stanziate ulteriori risorse economiche per le indennità specifiche agli infermieri, come a tutte le professioni sanitarie, con un avvicinamento all'indennità specifica riconosciuta ai medici di oltre 600 euro mensili».
Oltre al problema del trattamento economico, sono stati illustrati altri punti, tra i quali il migliorare la sicurezza del personale (maggiori e adeguati dispositivi di protezione); la necessità di un urgente piano straordinario di assunzioni e modifica in indeterminati dei rapporti di lavoro precari o a tempo; il riconoscimento, nell'ambito del contratto unico di comparto, di sezioni autonome per le professioni sanitarie e sociali; la de-tassazione degli incrementi del rinnovo contrattuale e del premio produttività collettiva (performance); la cancellazione del decreto che blocca i fondi contrattuali integrativi al dicembre 2016; la modifica dell'attuale sistema di mobilità.

