Fiamme all’alba sul pianerottolo Palazzo sgomberato: è inagibile

L’incendio, scoppiato alle 6.20, distrugge mobili e materiale accatastati e mette fuori uso l’ascensore I vigili sventano la tragedia ma i danni superano i 50mila euro. Si indaga sulle cause: si sospetta il dolo
PESCARA. Le fiamme salgono dal pianerottolo del secondo piano fino al terzo. Il fumo va ancora più su, al quarto, e trova come via di uscita una finestra: da lontano, sembra un’enorme ciminiera. Gli inquilini fuggono, lasciano gli appartamenti del civico 49 mentre i vigili del fuoco spengono l’ultimo rogo del rione, da qualche tempo teatro di una serie di incendi.
È stato proprio l’intervento dei vigili, ieri mattina, ad evitare che le fiamme divampate in uno dei palazzoni dell’Ater di via Caduti per servizio si trasformasse in una tragedia: intervenuti con l’autoscala, hanno rapidamente domato il rogo e fatto in modo che non raggiungesse gli appartamenti mentre due persone venivano portate in ospedale dopo aver respirato tutto quel fumo. Il bilancio è pesante perché si parla di danni per almeno 50mila euro ma le conseguenze vanno ancora definite con precisione. E con questo episodio si allunga la lista degli incendi a Fontanelle nell’ultimo periodo: che siano dolosi o no, i residenti sono preoccupati perché non riescono a spiegarsi questa catena di fuoco, vorrebbero sentirsi al sicuro, in casa propria, e invece «la notte si affacciano alla finestra, non dormono più», dice per tutti Nello Raspa, presidente dell’associazione Insieme per Fontanelle che ricorda alla perfezione un periodo simile, nel 2011, quando fu preso di mira proprio lui, la sua abitazione, la sua auto. Da qualche settimana c’è stata una concatenazione di fatti che allarma: due auto e un ciclomotore a fuoco, in tre momenti diversi, due contatori dell’energia in fumo, così come un cassonetto dei rifiuti. «Perché?», ci si chiede.
L’INCENDIO Sono all’incirca le 6.20 quando scatta l’allarme incendio. Al secondo piano del civico 49 di via Caduti per servizio va a fuoco il materiale accatastato sul pianerottolo. Ci sono dei mobili e materiale tirato fuori per il cambio di stagione, con un tapis-roulant. Tutto sistemato vicino all’ascensore. L’incendio divora tutto e danneggia pesantemente anche l’ascensore, che andrà sostituito: non è più utilizzabile. Bastano pochi minuti perché le fiamme raggiungano anche il piano superiore mentre il fumo invade il palazzo. Arrivano, oltre ai vigili, anche i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della compagnia di Pescara (diretta dal capitano Giovanni Rolando) e la polizia locale (comandante Danilo Palestini). Il palazzo viene sgomberato: trenta persone in tutto (16 famiglie) sono costrette a trovare una sistemazione da amici e parenti perché nel palazzo non si può stare.
GLI ACCERTAMENTI Il lavoro dei vigili evita il peggio e, una volta domate le fiamme, cominciano gli accertamenti per risalire alle cause del rogo, alla ricerca di eventuali tracce del possibile dolo, e per capire quali sono le condizioni strutturali del vano scale (un sopralluogo, promosso dall’Ater, è previsto oggi). Verifiche anche sui solai, dai quali si sono staccati dei pezzi, e sull’impianto elettrico, che è stato compromesso, mentre i locali risultano insalubri. I vigili vietano l'accesso al palazzo, in attesa che sia messo in sicurezza, e il sindaco Carlo Masci ne dichiara la temporanea inagibilità e ordina lo sgombero. I carabinieri, intanto, avviano le indagini e ascoltano gli inquilini per andare a fondo, capire. Un aiuto può arrivare anche dalle telecamere della zona.
pettinari: serve un segnale Domenico Pettinari, vice presidente del consiglio regionale, parla di «follia incendiaria» a Fontanelle. «A prescindere dal singolo caso la situazione merita un intervento repentino delle forze dell’ordine e delle istituzioni» dice Pettinari tornando a chiedere «un presidio fisso di polizia h 24 coadiuvato dall’esercito con l’operazione Strade sicure. È inaccettabile che i cittadini subiscano questo clima di terrore». Quello che sta accadendo «è spaventoso e i cittadini, che si sentono abbandonati, mi chiedono cosa faranno le istituzioni». Pettinari sollecita «un segnale forte nel nome della legalità, da deterrente per i criminali e rassicurante per i cittadini».
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