Fiamme sotto il palazzo, bruciate 8 moto

30 Novembre 2015

Paura a Rancitelli per un rogo doloso, sventata l’esplosione di 5 bombole di gas. L’incendio danneggia due appartamenti

PESCARA. Otto motorini e una bicicletta bruciati, due appartamenti danneggiati dall’incendio e un sentimento di paura tra i residenti scappati in strada correndo lungo le scale invase dal fumo per 5 bombole del gas che avrebbero potuto saltare in aria. Quello che è successo ieri, tra le 7,40 e le 8, alle case popolari di via Lago di Capestrano non è soltanto un rogo, quasi sicuramente doloso, ma una strage sfiorata. E non è la prima volta: in tre anni, è accaduto già altre due volte.

Se il fuoco partito da un motorino parcheggiato nell’androne della palazzina avesse raggiunto anche quelle bombole del gas lasciate sui balconi, lo stabile giallo avrebbe potuto esplodere seminando morte. Invece, il bilancio è di una famiglia costretta a lasciare il proprio appartamento al primo piano, proprio al di sopra dell’androne in cui sono scoppiate le fiamme: i vigili del fuoco hanno dichiarato inagibile l’alloggio. In quest’appartamento sono andati in frantumi anche i vetri e una tapparella, il balcone è stato arso dalle fiamme. Ma è il pavimento che potrebbe cedere. Danneggiato anche un appartamento vicino: dichiarata inagibile una stanza.

Ma le fiamme e la colonna di fumo sono arrivate ancora più in alto. Le piante e i fiori per decorare i balconi del secondo piano sono andati bruciati: restano solo i vasi. La foto che pubblichiamo a destra, scattata dai residenti durante quei minuti di paura, dimostra che il fumo ha avvolto tutti i 4 piani dell’edificio: questo è accaduto dalla parte che si affaccia su via Lago di Capestrano, la strada che taglia in due Rancitelli. Ma dalla parte opposta, quella con le finestre puntate sul campo di calcio Donati e sulle discariche abusive lungo il marciapiedi, si è corso il pericolo più grave: le fiamme hanno attraversato l’androne e raggiunto quasi il balcone del primo piano dove c’erano almeno 5 bombole del gas. Ed è proprio per questo che l’incendio avrebbe potuto innescare una raffica di esplosioni capaci di provocare una strage.

Dei veicoli distrutti dalle fiamme non è rimasto niente: toccherà agli investigatori della squadra mobile dare a quei rottami un proprietario per capire se ci sono legami tra l’incendio e loro.

Secondo la prima ipotesi, il rogo sarebbe stato appiccato a uno o due motorini e poi il fuoco avrebbe attaccato anche gli altri mezzi. Dopo il primo intervento dei vigili del fuoco, sono arrivati anche gli operai dell’Ater che hanno puntellato il solaio della palazzina: un intervento indispensabile perché le esplosioni provocate dal rogo dei motorini hanno causato crolli di mattoni e aperto squarci nel cemento.

Svegliati di soprassalto, i residenti dello stabile si sono riversati in strada in pigiama e ciabatte attraversando le scale piene di fumo: sono stati minuti di paura. E lo testimonia ancora la stessa foto dei residenti: si vede un ragazzo che abbandona di corsa l’edificio.

Ma non è la prima volta che le case popolari di Rancitelli sono teatro di incendi dolosi: è accaduto nel 2012, sempre in via Lago di Capestrano, e 6 mesi fa in via Trigno, distante solo poche centinaia di metri. Per ora ci sono solo ipotesi, ma il punto di partenza delle indagini è rappresentato dai residenti: due di loro hanno precedenti penali e potrebbero essere stati il bersaglio di una possibile ritorsione.

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