Fidanza: «Più decoro alla città e abolire il gettone di presenza»

30 Aprile 2019

Il candidato sindaco del centrosinistra contro il degrado morale e i cambi di casacca: «Noi vogliamo il rinnovamento»

MONTESILVANO. “Onesto, capace e coerente”. Sono questi i tre aggettivi che la coalizione di centrosinistra ha scelto per raccontare il suo candidato sindaco, Enzo Fidanza, in questa campagna elettorale che fra un mese darà una nuova amministrazione a Montesilvano. L’aspirante primo cittadino, infatti, ha un ricco curriculum politico e amministrativo essendo stato consigliere comunale a Montesilvano dal 1985 al 1995, assessore alle Finanze dal 1990 al 1991, vice presidente e presidente del Consiglio provinciale tra il 1999 e il 2004, e ancora assessore alla Pubblica istruzione, sempre in Provincia, dal 2004 al 2009. Nel 2012 Fidanza è tornato in piazza Diaz dove fino al 2014, nella giunta Di Mattia, ha assunto la delega al Bilancio e all’Istruzione. Nato a Pianella ma residente a Montesilvano da oltre 40 anni, commercialista, sposato e padre di due figli, l’aspirante primo cittadino proverà a indossare il tricolore con il sostegno di due liste e 47 candidati: Pd - Progressisti per Montesilvano e AnnoZero. In attesa della presentazione ufficiale della sua candidatura, in cui verranno illustrati i punti qualificanti del suo programma elettorale, l'aspirante sindaco ha accettato di rispondere alle domande del Centro.
Come mai ha accettato questa sfida difficile?
«Per il degrado morale a cui è arrivata la politica montesilvanese ho avvertito, per coerenza e storia personale, la necessità e il dovere di non far finta di nulla. Montesilvano è la città in cui vivo, lavoro e in cui stanno crescendo i miei figli».
Teme i suoi due avversari, De Martinis (centrodestra) e Panichella (M5S)?
«Assolutamente no: gli avversari non si temono, si rispettano, se lo meritano».
Lei ha una lunga esperienza politica e amministrativa. Com'è cambiata la politica in questi anni?
«La politica in questi ultimi anni è sicuramente peggiorata. Non è più animata da grandi progetti e da grandi ideali ma sicuramente dalla corsa a occupare poltrone per interessi biechi e personali che nulla hanno a che fare con il senso civico e con il senso di appartenenza».
A proposito di esperienza, il Pd ha scelto di scommettere sul rinnovamento. Non crede sia una decisione rischiosa e penalizzante in termini numerici per il vostro schieramento?
«Siamo convinti del progetto del centrosinistra volto al rinnovamento. Al contrario il centrodestra non solo ha riproposto una compagine litigiosa e inconcludente, ma si è fatto carico anche di un’opposizione, altrettanto litigiosa e inconcludente, che per mero calcolo e venendo meno ai propri ideali ha cambiato casacca».
A cambiare casacca sono stati diversi amministratori e anche suoi ex colleghi di giunta. Come giudica questa massiccia “migrazione”?
«Semplicemente vergognosa e priva di ogni etica morale e politica. Sono sicuro che Montesilvano saprà riconoscere e punire questo atteggiamento inqualificabile e non ci sciacquiamo la bocca con le condivisioni programmatiche che sono semplicemente ridicole e opportunistiche».
A suo sostegno avrà due liste. Da chi sono composte?
«Da donne e uomini giovani, professionisti, commercianti e imprenditori, persone oneste e piene di entusiasmo che hanno voglia di mettersi in gioco e dare un contributo al rilancio della nostra città dopo 5 anni di assenza e vuoto totali».
Quali sono le priorità del suo programma elettorale per Montesilvano?
«Un grande piano di manutenzione dell’esistente volto a dare un senso di ordine, decoro e dignità alla città e ai suoi cittadini. Poi sociale, istruzione, valorizzazione delle attività commerciali, riqualificazione di alcune zone urbane, spazi ricreativi e sportivi per i ragazzi e naturalmente tanto altro».
Qual è la prima cosa che farebbe in caso di vittoria?
«Abolire il gettone di presenza dei consiglieri comunali. Proposta che farò anche se non dovessi vincere e sarò curioso di vedere come voteranno i transumanti e non solo».