Figlia di due mamme, anche per la legge

15 Giugno 2018

Il sindaco di Francavilla Luciani riconosce il primo caso in Abruzzo di omogenitorialità e lo registra all’anagrafe

FRANCAVILLA . Si chiama Elena, ha due anni e mezzo, ed è la prima bimba abruzzese a essere iscritta all’anagrafe dalle sue due mamme. A firmare il riconoscimento, ieri, il sindaco di Francavilla al Mare, Antonio Luciani. Era stato sempre Luciani, nel 2016, a unire civilmente le due mamme di Elena, Monica e Angela, trentenni, entrambe medico. C’era anche la piccola E, che aveva solo otto mesi.
LA LETTERA. «La prima volta che sono stata la mamma di Elena era il 14 febbraio 2015. Avevamo appena scritto ad una clinica belga», scrive Angela in una lettera a sua figlia, «e non sapevamo quando, ma sapevamo che avevamo buone possibilità di diventare genitori. La seconda volta che sono stata la madre di Elena era l’8 giugno 2015. Mentre aprivamo un test di gravidanza ci ripetevamo che poteva anche andare male la prima, invece tu e la tua fretta eravate già lì. La terza volta che sono stata la madre di Elena era il 25 gennaio 2016, e dopo settimane di paura finalmente nascevi davvero, e io tagliavo un cordone spesso e pulsante, forte come te. Poi sono stata la madre di Elena quando mi ha cercata, chiamata mamma, forse di più quando mi ha scacciata».
IL RACCONTO. «Potrei dire che non esserlo legalmente non mi è stato mai fatto pesare dall’asilo, dalla famiglia, dagli amici, dai colleghi. Ma i diritti non sono fatti per quando va tutto bene», racconta, «e l’unica scocciatura (permettetemi ingiusta) è una delega per vaccinarla. Sono fatti per quando serve un ospedale, se le cose tra i genitori vanno male, se uno dei due non c’è per qualsiasi ragione. E poi c’è forse la cosa più importante. Nessuno deve poter dire a Elena che non è vero che io sono la sua mamma, perché la forma ha un valore, e perché io la legge l’ho sempre rispettata ed è giusto che rispetti mia figlia, perché la legge sono le regole del gioco, e senza regole, non si gioca. E non è una questione di opinione. Nessuno fa i figli chiedendo opinioni, allo stesso modo facciamo noi, e lottiamo perché i diritti dei nostri figli siano quelli di tutti. Grazie al sindaco Antonio Luciani che ha scritto il mio nome sull’atto di nascita di Elena e a tutta l’amministrazione, perché avete ridato dignità non solo a una città ma ai suoi cittadini. Dovete esserne orgogliosi».
IL SINDACO. «In Comune, poco fa», ha detto il sindaco, «sono venute a trovarmi due cittadine francavillesi con i loro famigliari e amici. Sono coppia nella vita da alcuni anni, hanno una bimba meravigliosa che ha due anni e mezzo, e oggi ho firmato il documento con il quale inseriamo nell’atto di nascita della piccola i nomi di entrambe le mamme. Siamo i primi in Abruzzo, ma confido che non saremo soli. In uno dei momenti che reputo tra i più bassi della nostra Repubblica, in un momento in cui un ministro afferma che le Famiglie Arcobaleno non esistono e che la politica si dimostra sempre meno accogliente nei confronti delle diversità, io non solo credo che le famiglie Arcobaleno esistano, ma che siano parte integrante della nostra comunità, e che abbiano gli occhi innamorati di Angela, di Monica, di Elena e di tutte quelle famiglie che vivono sotto un comune denominatore: quel bene universale che si chiama Amore».
IL PD. Il circolo cittadino del Pd ha accolto «con gioia e ammirazione la decisione dell’amministrazione del sindaco Antonio Luciani di riconoscere la genitorialità per due mamme che si amano», ha detto il segretario reggente Mirko Di Muzio.
«È un giorno importante, e auspichiamo che quanto fatto dal sindaco di Francavilla sia un esempio di coraggio anche per altre amministrazioni di un centrosinistra. Speriamo», conclude Di Muzio, «che anche a livello nazionale, visto l’aumento della soglia di attenzione sui temi sociali da parte della popolazione, la discussione assuma i toni giusti e garantisca un passo in avanti sia culturale che sociale».