Filanda, fondi per il museo della memoria

19 Giugno 2018

La Regione assicura che realizzerà anche un centro di documentazione dedicato alle lavoratrici

PESCARA. Un milione di euro per realizzare un museo della memoria e un centro di documentazione dedicato alle lavoratrici della Filanda Giammaria, realizzata ai primi del 1900, nella zona di via Monte Bolza, antica Castellamare. Previsto anche il recupero del casino di caccia Giammaria, oggi di proprietà comunale.
Fondi e avvio dell’operazione, promessi dal presidente della Regione Luciano D'Alfonso alle numerose associazioni aderenti al comitato Pro Filanda e Italia Nostra, nel corso di un incontro svoltosi ieri mattina nella sede regionale di viale Bovio.
Presente una rappresentazione di costruttori e il vice sindaco Antonio Blasioli.
La riunione aveva lo scopo di «dirimere le contrapposizioni sui terreni dell'ex Filanda Giammaria».
«La Regione Abruzzo», si legge in una nota, «si è impegnata a finanziare la costruzione di un museo dedicato alle donne, proprio per rendere omaggio alla memoria delle lavoratrici della Filanda Giammaria. Il museo, arricchito di sale culturali, dovrebbe essere edificato su un terreno adiacente, che sarà oggetto di accordo di programma tra Comune e privati, secondo quanto annunciato da Blasioli». Previsto anche il «recupero del casino di caccia di epoca borbonica».
«D'Alfonso», ha detto Edvige Ricci di Mila donnambiente, «ha confermato il milione di euro che servirà per sistemare le aree e trasformarle in una casa delle donne, un centro di documentazione aperto alla cittadinanza. Forse questa volta, dopo tante battaglie, ce la faremo a veder realizzato l’obiettivo».
«Abbiamo confermato gli impegni assunti in precedenza», è la risposta del governatore Luciano D’Alfonso, «l'incontro di oggi è servito a individuare un percorso finale utile a dirimere le divergenze residue con l'obiettivo di rendere omaggio al protagonismo femminile del Novecento».
Mimmo Valente, presidente della sezione Italia Nostra di Pescara: «Dopo anni di impegno e lotta potremmo ottenere che l’area della ex filanda di Pescara rimanga luogo della memoria storica della città, sia della trasformazione produttiva della sua economia sia del riscatto sociale e culturale delle donne. Un pezzo di storia che non verrà travolto, almeno stavolta, dall’ennesimo palazzo e da un’altra colata di cemento».
Sul recupero della filanda Giammaria , uno dei tanti luoghi della memoria in città, si era espresso, nelle settimane scorse, anche lo storico Licio Di Biase: «Era un opificio con una notevole importanza antropologica e socio-economica. Fu il primo vero pretesto per le donne della rurale Castellamare collinare di avere un’attività fuori casa. La filanda era collocata all’interno di un complesso in cui c’era il castelletto Giammaria e il casino di caccia. Nel 2015 fu abbattuta con l’intento di realizzare un palazzo». (c.co.)