Filovia fino all’università Pescara sarà tagliata in due

8 Marzo 2017

Il Comune riprende il vecchio progetto Gtm, servono mezzi elettrici a batteria

PESCARA. Il percorso lungo la strada parco, dai Grandi alberghi di Montesilvano fino alla stazione centrale di Pescara, è apparso idoneo. I semafori agli incroci per i pedoni e le bici risultano funzionanti e coordinati. E perfino l'impatto acustico dell'autobus elettrico del gruppo La Panoramica, anche in velocità a 60/70 chilometri orari, è sembrato minimo ai membri della commissione di collaudo che ieri pomeriggio si sono riuniti per la verifica di fine lavori.

Il «bilancio più che positivo», attestato da Pierdomenico Fabiani, responsabile del procedimento della Tua (la società unica di trasporto abruzzese), si somma a una visione più ampia condivisa dall'assessore comunale all'Urbanistica Stefano Civitarese Matteucci che adesso preme per allargare il progetto fino alla zona universitaria, collegando in questo modo il centro cittadino con il futuro campus di viale Pindaro. Archiviata la fase strettamente tecnica, l'obiettivo della politica è far decollare la fase due del maxi cantiere della filovia, costato già 31 milioni di euro di fondi pubblici.

L'idea è far transitare i mezzi lungo corso Vittorio Emanuele e viale Marconi, così come previsto nel secondo lotto del vecchio progetto della Gtm. Ma in primis si dovrà procedere con la risoluzione del contratto con Alpiq, la società che ha acquisito la Balfour Beatty. Poi occorrerà acquistare i mezzi elettrici a batteria, in grado di garantire un'autonomia di 14 chilometri lontano dal tracciato elettrificato. Infine dovrà essere approvata una variante al piano particolareggiato che consenta di adattare il contesto urbano esistente al passaggio della metropolitana di superficie.

«A voler essere ottimisti», ammette l'assessore Civitarese, «ci vorrà almeno un anno per vedere qualcosa di concreto. Ma abbiamo a disposizione 16 milioni di euro da investire e stiamo valutando alcune soluzioni. Sia il Comune sia la Regione dovranno fare la loro parte. Noi, come amministrazione, abbiamo una funzione di stimolo, ma lavoreremo anche per preparare le condizioni ottimali che permettano ai mezzi di arrivare fino al centro della città e poi all'università».

In particolare, il percorso da nord a sud dovrà essere reso compatibile per tutti i fornitori (quindi bici, auto e pedoni) e occorrerà realizzare corsie dedicate e semafori. «Ma il tutto», specifica l'assessore, «si inserisce in una visione d'insieme in cui la metropolitana di superficie è strettamente collegata con il progetto della cittadella universitaria». A questo proposito, nei giorni scorsi si è costituita la cabina di regia tra amministrazione e ateneo per tracciare le linee guida del futuro campus. Sulla carta c'è l'ipotesi di pedonalizzare viale Pindaro, allargare gli spazi della sede pescarese dell'ateneo d'Annunzio tramite l'acquisizione del comando dei vigili del fuoco e degli uffici dell'ex caserma di Cocco, adattati in parte a residenza per gli studenti fuori sede, sistemare il corridoio verde in via Falcone e Borsellino, nell'area del Palazzo di Giustizia, e realizzare infine la biblioteca. Nell'immediato, invece, per far ripartire i lavori della filovia occorre attendere la stesura del verbale di constatazione delle opere infrastrutturali realizzate lungo il tracciato della strada parco da parte della commissione di collaudo. Solo dopo la certificazione ufficiale dello stato dell'arte, si potrà procedere con un incontro con i vertici di Alpiq, finalizzato alla risoluzione contrattuale, visto che la società non è stata in grado di fornire nemmeno i mezzi da far transitare sul tracciato per la prova di ieri pomeriggio. L'autobus elettrico utilizzato, infatti, è del gruppo La Panoramica, prestato dal Comune di Chieti.