Filovia sulla Strada parco Stop del Tar per un anno

Congelato il via libera del Ministero: incide su sicurezza stradale e ambiente
PESCARA. Arriva lo stop dei giudici amministrativi alla contestata realizzazione della filovia sulla strada parco, che dovrebbe unire Montesilvano a Pescara. Con una ordinanza motivata, che suona come una anticipazione della sentenza di merito, i giudici del Tar hanno accolto la sospensiva richiesta dal Comitato Strada Parco Bene Comune che si è affidato al lavoro degli avvocati Claudio e Matteo Di Tonno, e ha sospeso gli effetti della nota con la quale il ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili, il 15 marzo scorso, aveva dato in sostanza il via libera al completamento dell’opera.
Si diceva che più che una semplice sospensiva, questa ordinanza ha il sapore della debacle di questa decennale operazione politica per la quale sono già stati investiti svariati milioni di euro e che, per il momento, contrariamente ai proclami del marzo scorso, dovrà bloccarsi completamente almeno fino al 14 ottobre 2022, quando è stata fissata la discussione nel merito.
Nell'ordinanza ci sono dei passaggi che meritano rilievo e che danno la misura di come gli enti che hanno seguito la vicenda avrebbero agito, a detta dei giudici amministrativi, non avendo a mente la visione più importante: quella legata alla sicurezza e al rispetto dell’ambiente. Parlando del nulla osta di sicurezza, il Tar sostiene che appare «prima facie» viziato, sia perché rilasciato sull’errato presupposto del completamento della fase di VA (la valutazione di assoggettabilità ndc), sia perché ha esaminato un progetto non ancora valutato sul piano ambientale e dunque non definitivo». E i giudici vanno oltre.
In relazione al «periculum», spiegano che «le modifiche progettuali, ove realizzate nelle more della decisione di merito, altererebbero in modo sensibile le condizioni ambientali e di percorribilità dell’area in questione e, in caso di accoglimento del ricorso, non sarebbe agevole un loro ripristino in tempi brevi».
E ancora concludono affermando che «lo stesso interesse pubblico dell’Amministrazione, vista dunque la già lunga durata complessiva del procedimento in questione, appare meglio tutelato, rinviando al definitivo accertamento giurisdizionale la realizzazione di opere che viceversa resterebbero, in caso di soccombenza, non utilizzate e da demolire».
Insomma, non toccate nulla: questo quello che il Tar intima a Regione e Comune di Pescara. Per i giudici del Tar, il fine dei ricorrenti non è personale ma pubblico, perché il fine statutario del Comitato (fondato da Ivano Angiolelli, Maurizio Biondi, Antonella De Cecco e Roberto De Pamphilis) «ha un programma proiettato nel futuro di valorizzazione e conservazione della Strada Parco» e l’eccezionale numero di adesioni «evidenziano la grande convergenza nel comitato di un rilevante fascio di interessi diffusi riferibili a cittadini per gran parte residenti in prossimità dell’opera in questione, e quindi un chiaro e stabile collegamento con il territorio».
E poi c’è la questione più squisitamente tecnica delle prescrizioni. «Il nulla osta si esprime», scrivono i giudici, «su un progetto e su aspetti che appaiono incidere in modo rilevante sia sul piano ambientale sia su quello della sicurezza stradale». E si parla di «alcune criticità emerse in ragione di modifiche anche antropiche al contorno del tracciato» e della possibilità di apportare modifiche al primo progetto. «Si evince che con la variante sono stati sostituiti gli originari mezzi a guida magnetica con quelli a guida manuale; che per rendere il marciapiede lato mare della larghezza prevista dal codice della strada devono essere rimossi tra l’altro siepi e alberi...»: insomma, cambiamenti sostanziali sul versante ambientale.
«Le modifiche», conclude il Tar, «riguardano proprio l'eliminazione di parte del verde e la creazione di barriere e di nuovi attraversamenti pedonali, nonché l'uso di un mezzo diverso, e ciò allo stato appare imporre quantomeno in sede di VA una nuova contestualizzazione dell'intervento in chiave comparativa con i benefici ambientali e di qualità della vita rivenienti dalla sua realizzazione». Se ne riparlerà il 14 ottobre 2022.

