Fina: dimissioni atto dovuto

20 Giugno 2023

Il senatore Pd accusa: «Ignorati i rischi di opacità denunciati da noi»

PESCARA. «Le dimissioni del sindaco di Pescara Carlo Masci sono a questo punto persino dovute». Anche il senatore Pd Michele Fina si aggiunge all’elenco di quelli che chiedono un passo indietro a Masci dopo il caso giudiziario che, da lunedì scorso, ha investito il Comune con 4 arresti per appalti, tangenti e cocaina: «L’incapacità di gestione amministrativa emersa nell’ambito dell’inchiesta che ha pesantemente coinvolto il Comune di Pescara, sommata alla negligenza e all’assenza di controllo, è aggravata dalle sue recenti dichiarazioni pubbliche. Oltre che imbarazzanti, sono offensive. Per il ruolo che Masci ricopre, per l’istituzione che guida (che dovrebbe guidare), per le cittadine e le cittadini che lo hanno eletto».
«I tentativi di sviare l’attenzione enfatizzando gli aspetti comunque molto gravi che riguardano l’assunzione di sostanze stupefacenti, culminati con il grottesco annuncio dei test antidroga in municipio, sono inutili e penosi», dice il senatore, «il punto è che il sindaco e l’amministrazione non governano la città di Pescara, hanno delegato il controllo di procedure decisive per lo sviluppo alla parte dirigenziale, e non hanno vigilato sul loro operato. Sostenendo la tesi della totale separazione tra politici e tecnici», accusa Fina, «Masci prova a scansare le responsabilità, ma così facendo non fa che ammettere la propria completa irrilevanza». Il senatore ricorda poi l’avvertimento del Pd con una lettera riservata a Masci, sette mesi fa, in cui si parlava di troppe anomalie nel settore Lavori pubblici. «Pescara merita un sindaco e un’amministrazione che sappiano scegliere e sostenere, anche attraverso la necessaria vigilanza, la trasparenza e la regolarità delle procedure che derivano dalle decisioni politiche, specialmente quando, come ha fatto a più riprese il Pd in Comune, di rischi e opacità si è messi in guardia in anticipo».
Intanto, il primo consiglio comunale dopo gli arresti eccellenti del dirigente ai Lavori pubblici Fabrizio Trisi, dell’imprenditore Vincenzo De Leonibus e di due spacciatori, ci sarà il 26 giugno: sarà una resa dei conti tra il sindaco di Forza Italia e l’opposizione del Pd e M5S. È scontato che, in aula, si parlerà anche del caso Trisi e c’è da scommettere che voleranno gli stracci. Un altro consiglio ad alta tensione dovrebbe tenersi il 3 luglio: una seduta richiesta dalla minoranza e dedicata ai fondi del Pnrr. Per le mani dell’architetto Trisi passavano i grandi appalti che, secondo il sindaco, dovrebbero cambiare faccia alla città. Appalti a rischio, secondo l’opposizione; appalti che andranno avanti nonostante la bufera giudiziaria secondo Masci. (p.l.)