Fina e Pettinari: «Fondi Ue, Abruzzo quasi maglia nera»

L'AQUILA . È scontro sull'utilizzo dei fondi comunitari. L’Abruzzo, nella spesa del Fondo sociale, si colloca al terzultimo posto, con l'utilizzo di poco più di 80 milioni di euro al 30 giugno 2022,...
L'AQUILA . È scontro sull'utilizzo dei fondi comunitari. L’Abruzzo, nella spesa del Fondo sociale, si colloca al terzultimo posto, con l'utilizzo di poco più di 80 milioni di euro al 30 giugno 2022, contro gli oltre 138 milioni stanziati dall’Europa: il 58% del totale. Per il M5Stelle «il centrodestra è incapace di ottimizzare le risorse economiche messe a disposizione dall'Ue». Il Pd parla di «prova dell’incapacità di governo di Fratelli d’Italia». Pronta la risposta dell'assessore alle attività produttive, Daniele D'Amario: «Pd e 5 Stelle fanno confusione tra il totale dei soldi spesi, quindi erogati ai beneficiari e le somme certificate ovvero rendicontate all'Ue dopo l'erogazione».
L’ABRUZZO IN CODA
«La spesa per i Fondi strutturali e di investimento europei certificano l’ennesimo fallimento del Governo regionale di centrodestra a trazione Fratelli D’Italia, Lega e Forza Italia». È un giudizio impietoso quello mosso dal vicepresidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari (M5S) che evidenzia «come peggio dell'Abruzzo abbiano fatto solo Sicilia e Basilicata. Ancor più grave se si pensa che ci sono Regioni come Lazio, Emilia Romagna e Piemonte che hanno speso l’intero budget a disposizione con quote del 98% - 99% dell’importo totale. Per i fondi Fesr la regione Abruzzo raggiunge solo il 50% della spesa sul totale a disposizione, con una cifra di poco maggiore ai 139 milioni di euro», prosegue Pettinari, «collocandosi al penultimo posto. Una situazione drammatica, se pensiamo che l’Europa e il Governo centrale hanno dato l’opportunità alle Regioni di riprogrammare i propri fondi europei 2014-2020 in favore delle famiglie e imprese per superare la crisi scaturite dal Covid-19». E ancora dice Pettinari: «In una situazione di dramma sociale con gli aumenti delle materie prime, prodotti alimentari e fonti energetiche che stanno di fatto mettendo sul lastrico famiglie e imprese, è inaccettabile che la Regione Abruzzo non spenda velocemente questi importanti fondi, con il rischio di perderli visto che si avvicina la scadenza fissata al 31 dicembre 2023».
RITARDO DA RECORD
Un «ritardo inaccettabile» evidenziato anche dal Pd, sulla base dei dati pubblicati sul portale Cohesion Data della Commissione europea. «È stata spesa appena la metà delle risorse e c’è tempo solo fino alla fine dell’anno prossimo per una programmazione che è partita nel 2014», sottolinea Michele Fina, segretario del Partito Democratico abruzzese, eletto al Senato. Per Fina «quando arrivano i dati e l’oggettiva freddezza dei numeri, non c’è propaganda che tenga. Nel momento in cui si appresta a governare l’Italia, in Abruzzo abbiamo già i risultati del test della qualità e della prontezza delle capacità amministrative di Fratelli d’Italia. L’esito è di fatto disastroso».
LA REPLICA
Non ci sta l'assessore regionale alle Attività produttive D'Amario che precisa: «Per quanto riguarda l'assessorato alle Attività Produttive, che nel periodo 2014-2020 ha avuto 78 milioni di euro dei 273 milioni di euro previsti nel Fesr Abruzzo, è stato speso ed erogato ai beneficiari, ad oggi, il 100% di questa somma. Vi è, invece, un piccolo ritardo nella certificazione, poiché la spesa del Fesr Abruzzo è realmente partita solo nel 2019, con l'arrivo della Giunta guidata da Marco Marsilio».
Ecco perché l’assessore di Forza Italia invita a non confondere i soldi spesi con quelli effettivamente rendicontati. «L'avvio ad handicap del Por Fesr ereditato dalla precedente giunta, ha infatti comportato un ritardo solo nella certificazione, ma non nella spesa», conclude D’Amario, «ovvero nel concreto aiuto alle imprese abruzzesi. Pertanto, si rumoreggia sulla stampa per un mero adempimento burocratico che, peraltro, è in via di risoluzione. Nulla di più». (m.p.)

