Fina: no alla mattanza di cervi Il Cai: è un affare economico

29 Agosto 2024

PESCARA. «No alla mattanza dei cervi», cinque parole pronunciate con forza per contrastare «la recente delibera di Giunta con la quale la Regione Abruzzo decide di affrontare il problema dei danni da...

PESCARA. «No alla mattanza dei cervi», cinque parole pronunciate con forza per contrastare «la recente delibera di Giunta con la quale la Regione Abruzzo decide di affrontare il problema dei danni da fauna selvatica con l'abbattimento di 500 cervi». Il senatore Michele Fina parla di «arretramento da tutti i punti di vista. Lo è dal punto di vista culturale in quella che è la Regione verde d'Europa e che ha fatto nei decenni della convivenza con la fauna selvatica un elemento di identità. Lo è da un punto di vista politico: di fronte a una tematica tanto delicata chi governa un territorio deve studiare soluzioni vere e sostenibili, invece di alimentare una dicotomia tra promotori dell'abbattimento e ambientalisti».
Per il senatore Dem «servono altre politiche, come ho già denunciato all’indomani dell'incidente che a Canistro ha portato alla morte di un esemplare di orso marsicano: servono maggiori investimenti per i ristori dei danni, snellimento della burocrazia per ridurre tempi troppo lunghi e pratiche farraginose, attraversamenti stradali, sostegno alle strutture dei parchi. Le recenti notizie di cronaca riportano quotidianamente danni alle colture, incidenti stradali ma anche di scempi alle carcasse di animali. La Regione deve farsi carico di tutto e tenere insieme tutte le problematiche non certo alimentare guerre tra vittime». Per questi motivi ina annuncia: «Sto preparando un’interrogazione parlamentare che rappresenti tutta la diffusa contrarietà per una delibera che è frutto di una insensibilità istituzionale grave e che combatteremo in ogni sede, avendo sempre a cuore anche la proposta di misure alternative e la tutela di categorie produttive, cittadine e cittadini».
il cai
Con una lettera inviata al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ai vertici della Regione, dei Parchi, del Cai e del Wwf nazionali, il referente del Gruppo Cai Tagliacozzo – Sez. Cai Avezzano, Massimiliano Orsini, interviene sulla questione dell’abbattimento dei cervi. Abbattimento programmato dei cervi in Abruzzo
«Con grande preoccupazione e profonda delusione», scrve, «ci rivolgiamo a voi in merito alla recente decisione della Giunta Regionale dell'Abruzzo di autorizzare l'abbattimento di quasi 500 cervi a partire dal 14 ottobre 2024. Questa scelta, a nostro avviso, appare ingiustificata, miope e in netta contraddizione con i principi di tutela ambientale e di convivenza sostenibile con la fauna selvatica, faticosamente promossi nel corso degli anni nella nostra regione». «Va sottolineato che, nel periodo prescelto per l'abbattimento, le femmine saranno già state inseminate dai maschi e dunque si è deciso di abbattere femmine di cervo incinte. Oltre ad essere un atto esecrabile in sé, questa decisione raddoppia potenzialmente il numero di cervi abbattuti, trasformando la misura in una vera e propria strage di feti e cuccioli. Non possiamo fare a meno di notare che l'attuale consistenza della popolazione di cervi in Abruzzo, stimata in circa 7.000 esemplari secondo l'ultimo censimento del 2023, è ben al di sotto della soglia storica di 10.000 cervi presenti in questa regione nel 1750.
«Questo dato», conclude Orsini, «insieme all'importanza ecologica del cervo come componente degli ecosistemi e degli habitat naturali, in equilibrio con la vegetazione e i predatori naturali come il lupo, ci porta a mettere in discussione la presunta emergenza di sovrappopolazione. Ancora più preoccupante è il fatto che la questione cominci a delinearsi come un affare economico, profittevole sia per la Regione Abruzzo che per i cacciatori. La delibera prevede infatti che, pagando una somma compresa tra i 50 e i 600 euro per capo, si possa partecipare a questa “caccia di selezione”, trasformando una presunta emergenza ecologica in un'opportunità di guadagno».