Fina non lascia e brinda: ora puntiamo alle regionali

Il segretario regionale Pd non si dimette e festeggia l’approdo a Palazzo Madama Liris, un’elezione annunciata. Di Girolamo (M5S) confermata dopo il testa a testa
L’AQUILA. In casa Pd saltano i tappi persino dopo una sconfitta. In parte attenuata, a sera, dalla notizia del secondo seggio alla Camera. È lo strano lunedì dei Dem. Si raduna, nella sede di piazza Duomo all’Aquila, un ristretto gruppo di dirigenti, consiglieri regionali, amministratori e militanti per mandar giù, insieme alle bollicine, anche un po’ dell’amarezza. Che fa dire alla deputata uscente Stefania Pezzopane (assente): «Sconfitta storica: no alibi e scaricabarile». Il segretario regionale e neo-senatore Michele Fina, dunque, con una mano alza il bicchiere e con l’altra scorre le dita sui fogli con quel dato – impietoso – venuto fuori dall’urna. Fina non si dimette. Anzi, resta in carica e rilancia. «Abbiamo 15 mesi davanti per riconquistare l’Emiciclo», dice prima del brindisi. Eppure il partito di Fina, coi suoi 100.829 voti (16,14%) scivola al terzo posto nel collegio Abruzzo del Senato, dopo Fratelli d’Italia (27,25%) e 5 Stelle (18,72%). Proprio l’ex alleato che drena i consensi Pd. «Noi non li abbiamo mai attaccati, né lo faremo», argomenta Fina. «Anzi, continueremo a lavorare con loro. Pure con Azione e Iv. Quando abbiamo lavorato per unire, i cittadini ci hanno premiato come a Chieti e a Sulmona. Questa la strada da seguire anche per costruire l’alternativa a Marsilio». A sera, Fina si rallegra per Stefania Di Padova alla Camera. «La nostra soddisfazione è grande, per tutto quello che questa elezione significa. Ci abbiamo creduto e investito le energie di tutto il Pd Abruzzo. La sua esperienza e il suo radicamento nella città e nella provincia di Teramo saranno preziosi per l’intera regione».
la prima volta di liris
Al Senato per la prima volta. E, altro primato, un aquilano di destra a Palazzo Madama. Guido Quintino Liris ha poche ore di sonno. Sarà per questo che festeggia con moderazione un’elezione che nel suo caso, da candidato all’uninominale, era poco più che una ratifica. «Chi è chiamato a responsabilità così importanti e ne capisce le evoluzioni e i passaggi, dal movimento studentesco alla circoscrizione, al Comune, alla Provincia, alla Regione, da minoranza a maggioranza, non può che reagire così», dice, «tenendo ben presente quant’è importante l’apertura di credito dei cittadini che dobbiamo rappresentare. Festa sì, ma misurata. Perché è più forte il senso di responsabilità che sentiamo in un momento storico difficile di cui dovremo essere all’altezza. E non si può sbagliare. L’attesa? Io ho dei riti scaramantici. Mi isolo per pensare. Domenica notte, prima dell’una e mezza, non mi ha visto nessuno, neppure gli amici. Si dice che Biondi non mi volesse in Parlamento? Perché mi voleva vicino a lui...io e Biondi da anni siamo una cosa sola dal punto di vista politico. Cominciammo insieme, finiremo insieme».
DI GIROLAMO (M5S)
Festeggia la rielezione coi militanti e gli attivisti la senatrice sulmonese M5S Gabriella Di Girolamo, che deve attendere l’ora di cena per l’ufficialità del seggio. «Ora possiamo dire di avercela fatta», dichiara a caldo. «Un risultato molto soddisfacente: siamo secondi in Abruzzo col 18,72%. Siamo riusciti a rinserrare le fila e riprendere il consenso della base. L’Abruzzo, come Nord del Sud, ci ha premiato. Il Pd vuol dialogare? Il punto resta fermo: quello che ci ha impedito di costruire un coordinamento progressista è lo stesso motivo che non ci permette di programmare ora un dialogo e un futuro insieme. Ma qualcosa nel Pd sta per avvenire, vedremo».
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