Finalmente la Bandiera blu Sul palco l’orgoglio e la festa

20 Giugno 2021

Il sindaco si commuove, balneatori felici. Sospiri: subito il recupero del fiume

PESCARA. Le lacrime raccontano tutto. E dicono di un amore per il mare, il mare di Pescara, che il sindaco Carlo Masci si porta dentro da sempre e che oggi diventa soddisfazione infinita perché la città ha conquistato per la prima volta la Bandiera blu, riconoscimento molto ambito che altri comuni abruzzesi ricevono ormai da anni, se non decenni. Ieri mattina, in riva all’Adriatico, allo Stadio del Mare di Largo Mediterraneo, la cerimonia di consegna ai rappresentanti delle amministrazioni delle località insignite in Abruzzo (sono 13, più il porto turistico di Pescara), fatta eccezione per il comune di Francavilla, assente all’evento).
Per Masci è il momento della commozione perché il suo legame con il mare è fortissimo. Mentre le lacrime gli rigano il volto, sul palco, pensa a quando aveva «sei anni e mi facevo portare al terzo scagno ma poi, al ritorno, il maresciallo Rabuffo mi rincorreva perché non era permesso». I ricordi di ieri si mescolano a quelli più recenti, e cioè all’impegno per conquistare la Bandiera blu, «insieme agli uffici, che ringrazio, a Riccardo Padovano, Patrizio Schiazza e Ester Zazzero», che hanno creduto in questo obiettivo almeno quanto lui perché «Pescara vive sul mare, con il mare e per il mare».
«Ci ho messo il cuore», spiega Masci, «ci dicevano che siamo pazzi e invece abbiamo raggiunto un risultato inimmaginabile che premia la città, gli stabilimenti, la spiaggia e i dieci chilometri di costa balneabili. Pescara aumenterà le Bandiere blu, stiamo remando verso il miglioramento e se l’anno scorso è stata una stagione incredibile, quest’anno supereremo ogni previsione».
«In città di grandi dimensioni questo risultato non è facile da conseguire», spiega Claudio Mazza, presidente della Fee (Fondazione per l'educazione ambientale), l’organizzazione che assegna le Bandiere blu prendendo in considerazione 32 indicatori, dalla qualità delle acque di balneazione (che deve essere eccellente negli ultimi 4 anni) alla sicurezza dei turisti in spiaggia, con l’accessibilità, e poi ancora dalla depurazione alla gestione dei rifiuti. «Ogni anno chiediamo un miglioramento», dice, «perché questo riconoscimento deve essere un marchio di buona amministrazione in materia ambientale. Ciò che è importante è la collaborazione tra uffici, con gli operatori, i cittadini, le scuole». E proprio a proposito di scuole Pescara ha attivato «un progetto di educazione ambientale che ha coinvolto 17mila studenti» per cui andrà sfruttata la «capacità dei giovani di influenzare la comunità».
Il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri parla del «sostegno che va garantito ai sindaci, da parte della Regione, e delle sfide che aspettano Pescara, per incentivare la depurazione, procedere alle opere del nuovo porto e di recupero del fiume». È soddisfatto l’assessore regionale Daniele D’Amario, perché quest’anno c’è stata una inversione di tendenza, con tre Bandiere blu in più rispetto all’anno scorso per «i 130 chilometri di costa abruzzese, che sono il core business del nostro turismo (70% del Pil) anche se la pandemia ha fatto scoprire il turismo lento, dei laghi e dei parchi, in bici. Ora dobbiamo tradurre in presenze turistiche le Bandiere blu».
Tra le località abruzzesi quella più longeva, per il vessillo della Fee, è Tortoreto (Bandiera blu da 25 anni), e l’assessore Giorgio Ripani annuncia che «in futuro si farà maggiore attenzione agli standard ambientali». Sul podio, per “anzianità”, anche San Salvo, e ritirando da Bandiera gli assessori Tony Fagà e Tonino Marcello parlano infatti di un «impegno profuso per 24 anni» mentre il sindaco di Vasto Francesco Menna sottolinea che la «nostra città fa abbracciare la bandiera verde, quella delle spiagge per bambini e famiglie, con la Bandiera blu». Una delle città abruzzesi dei record è Pineto, premiata da 18 anni, e il sindaco Robert Verrocchio sa bene che «è difficile ottenere, mantenere e riottenere la Bandiera» ma fa anche notare che è «funzionale a migliorarci». Per Martinsicuro, che torna ad essere premiata dopo otto anni, il sindaco Massimo Vagnoni punta ad «implementare il risultato, frutto di un lavoro di squadra che è stato concentrato sulle criticità». Il Comune di Giulianova è «fiero e orgoglioso», dice il consigliere Andrea Cicchinè, che parla della Bandiera blu come di «un punto di partenza per fare meglio» mentre il sindaco di Roseto, Sabatino Di Girolamo, riconquistando il riconoscimento dopo un periodo di stop, evoca le «nostre spiagge stupendamente servite, motivo di orgoglio», e dedica il vessillo «ai cittadini». Per il sindaco di Silvi Andrea Scordella «questo è il frutto del grande lavoro del Comune e degli enti di categoria» ma anche del percorso che sta seguendo «tutta la regione». Da Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia, arriva il ringraziamento «a chi lavora per la Bandiera blu» mentre il primo cittadino di Scanno (che ha avuto la Bandiera blu con Villalago), Giovanni Mastrogiovanni, lancia l’idea di «organizzare un sistema regionale di confronto».
C’è anche una parentesi dedicata ai balneatori della città, con la consegna delle Bandiere affidata a Padovano, condivisa con il prefetto Giancarlo Di Vincenzo e il comandante della Capitaneria Salvatore Minervino che si complimenta con «gli stabilimenti perché fanno di tutto per agevolare il nostro lavoro».