Finanziate in regione quasi 24mila imprese

14 Agosto 2020

Le misure anti-crisi: il bilancio della Cna vede al primo posto Chieti (6.568) seguita da Teramo (6.198)

L'AQUILA. Si sbloccano i finanziamenti alle imprese. Al momento sono 23.849 le aziende abruzzesi ammesse, dal Fondo centrale di garanzia, ai finanziamenti previsti dai decreti "Cura Italia" e "Liquidità", dopo l'istruttoria portata a termine dalle banche. I dati, elaborati dalla Cna, sono certificati dal ministero dello Sviluppo economico sul sito www.fondodigaranzia.it. Delle 23.849 pratiche approvate, il 90%, ben 21.649, riguardano finanziamenti fino a 30mila euro. Un traguardo positivo, per la Cna, che «dopo le incertezze e i ritardi delle prime settimane di erogazione, chiede adesso un cambio di passo alla Regione, chiamata ad integrare con fondi propri un fabbisogno finanziario delle aziende abruzzesi che i fondi assegnati dagli istituti di credito hanno solo parzialmente soddisfatto».
I NUMERI. Tra le province abruzzesi, si conferma la leadership di Chieti con 6.568 pratiche finanziate per poco meno di 351 milioni di euro complessivi e un importo medio di oltre 53 mila euro. Segue Teramo, con 6.198 pratiche e oltre 380milioni totali. La media, in questo caso, supera i 61mila euro ad impresa.
Pescara è terza con 5.912 pratiche, poco meno di 253 milioni erogati e 42mila 756 euro di media. E infine L'Aquila con 5.171 pratiche, circa 251 milioni di euro erogati e 48mila 528 euro di media. Scenari simili per le operazioni relative al finanziamento per un importo massimo di 30mila euro: in testa Chieti (5.993 e 18.717 euro di importo medio), poi Teramo (5.553 pratiche e 18.544mila euro di media), Pescara (5.470 pratiche e 18.438 euro) e L’Aquila (4.633 pratiche e 18.237 euro di media).
«La lettura dei dati», afferma il presidente della Cna Abruzzo, Savino Saraceni, «conferma uno scenario che già, le scorse settimane, avevano messo in evidenza una fortissima esigenza di liquidità da parte delle aziende abruzzesi, alle prese con i gravissimi problemi determinati dall’emergenza Covid su produzioni, fatturati e occupazione. Un quadro che i finanziamenti legati alle misure del Governo, concepite soprattutto come sostegno nel momento di crisi più acuto, non possono sostenere più di tanto e che, di fatto, hanno estromesso automaticamente una vasta platea di micro imprese».
Da qui, l’esigenza da parte della Regione di integrare con altre misure, come il micro credito per start-up e soggetti non bancabili.
LA RICHIESTA. «Su questi stessi temi si è espresso, con grande chiarezza e con una proposta unitaria inviata alla Giunta Marsilio, un fronte molto ampio di associazioni d’impresa e sindacati», conclude il presidente Saraceni, «compatto nel chiedere misure di sostegno a favore del sistema produttivo abruzzese e delle imprese più piccole, che riscontano una maggiore difficoltà di accesso al credito». (m.p.)