Finisce l’era di Di Lorito: «Lascio un Comune sano»

17 Maggio 2022

Il bilancio del sindaco: «Con me Tari più bassa, differenziata e lavori alle scuole» Il dibattito sulla Nuova Pescara: «Saremo noi i veri protagonisti grazie ai servizi»

SPOLTORE. Sono le ultime settimane di lavoro. A Spoltore si chiude il doppio mandato da sindaco di Luciano Di Lorito che traccia un bilancio e pensa al futuro.
Se si guarda indietro, come vede questi 10 anni?
«È stata una bella esperienza. Ho trovato il Comune in uno stato disastrato e ora i dati di bilancio sono lusinghieri, con la Tari al 50% rispetto all’area metropolitana, e un carico fiscale per le imprese inferiore alle altre città d’Abruzzo. La raccolta differenziata è al 70%, le scuole - oltre quelle già adeguate - saranno tutte in sicurezza in 3 o 4 anni ed è stato finanziato l’abbattimento del Mammut, una cattedrale nel deserto. Poi, vado fiero dello spirito di servizio di questi ultimi due anni perché anche se c’è stato un rallentamento dell’attività ordinaria abbiamo assolto a un compito più grande e inaspettato, per la pandemia. Non mi sarei mai aspettato di passare in strada con l’altoparlante per dire di rimanere a casa».
Se passeggia per Spoltore, che città vede?
«Vedo, di buono, la straordinaria manutenzione fatta su strade, marciapiedi e pubblica illuminazione, dopo anni di stop. Il centro storico è stato riqualificato, per il belvedere abbiamo ottenuto i fondi per la riqualificazione e per creare nella parte sottostante di parcheggi e locali per la collettività. Certo, c’è tanto altro da fare, ad esempio sugli impianti sportivi».
Quali sono stati i limiti dell’amministrazione?
«Più che a un limite, penso che l’impegno per l’emergenza Covid abbia assorbito e stravolto tutta l’amministrazione. È stato un elemento forte».
Che futuro ha Spoltore?
«Spoltore è l’unica vera grande protagonista della città metropolitana, perché ha gli spazi e il territorio per fare in modo che questa nuova realtà si completi con opere e servizi legati alla qualità della vita. I nostri modelli virtuosi vanno tenuti in considerazione, non vanno sacrificati. Ciò che di buono ha Spoltore, dev’essere caratterizzante della nuova città. Dobbiamo giocare la prossima consiliatura con un ruolo da protagonisti, alla pari».
Cosa le mancherà?
«Mi mancherà quel quotidiano che assorbe un sindaco rispetto a tutti i problemi della città, e le questioni che arrivano sul tavolo di un sindaco sono anche quelle non di diretta competenza del Comune. Ma questa grande esperienza, che è stata anche faticosa, mi ha riempito di soddisfazione. E mi piacerebbe metterla a disposizione, sempre a servizio della gente, a contatto con le persone, per occuparmi dei loro problemi».
Poteva fare di più?
«Si può sempre fare di più. Ma ho dato il massimo, per questo ruolo ho “ristretto” la mia vita privata. E ci ho messo tutto me stesso».