Finita la mappatura delle spiagge

5 Ottobre 2023

Tomei: «Occupato solo il 33%, la vendita all’asta può essere evitata»

PESCARA. Gli sviluppi dell’ultim’ora portano a dire che la vendita all’asta delle concessioni balneari a partire dal 2024 sia davvero scongiurabile. Ma occorre una legge urgente prima che i titolari delle concessioni, che in Abruzzo sono 700, possano tirare un grosso respiro di sollievo.
«In Italia la risorsa della spiaggia demaniale non è scarsa. Il dato oggettivo ministeriale si attesta al 33 per cento di utilizzo totale, e a questa percentuale mancano i dati relativi a fiumi e laghi che, quasi certamente, tenderanno a diminuire il numero totale; ma già questo dato dimostra in modo incontrovertibile che per le imprese balneari non c’è alcuna necessità di ricorrere alla direttiva Bolkestein e, di conseguenza, alla messa all’asta degli stabilimenti esistenti». Così sottolinea l’abruzzese Cristiano Tomei, coordinatore nazionale di Cna Balneari. «Quello effettuato dal governo», afferma Tomei, «è stato un lavoro di mappatura ufficiale e oggettivo che i balneari e le loro associazioni, Cna compresa, chiedevano da quasi un decennio, e sul cui risultato erano certi. Adesso è necessario che a questo tavolo di lavoro (che si chiude proprio oggi, ndr) segua una coerente proposta legislativa da portare al confronto europeo».
«Ci sono infatti le condizioni», conclude il coordinatore nazionale dell’associazione di categoria, «per nuove iniziative imprenditoriali sulle aree disponibili delle coste e allo stesso tempo per consentire la continuità alle attuali imprese balneari. Un segnale, questo, necessario per ridare serenità per il proprio futuro a un comparto fondamentale per il turismo del paese». (u.c.)
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