Finora 15 verbali e 8 provvedimenti di sospensione o cessazione della musica

I controlli ci sono, e anche i verbali. A occuparsi dei rumori in riviera e di altre irregolarità commesse negli stabilimenti è la polizia municipale, che ha un Nucleo inquinamento acustico. I vigili...
I controlli ci sono, e anche i verbali. A occuparsi dei rumori in riviera e di altre irregolarità commesse negli stabilimenti è la polizia municipale, che ha un Nucleo inquinamento acustico. I vigili si muovono in maniera autonoma oppure con la polizia o, ancora, con l’Arta (Agenzia regionale di tutela ambientale) i cui tecnici eseguono i rilievi fonometrici per la misurazione dei decibel, e grazie agli strumenti usati sono stati registrati superamenti fino a 30 decibel. Ad oggi sono 15 i verbali elevati, relativi a varie irregolarità, e le somme da pagare per i balneatori vanno da un minimo di 500 euro a un massimo di 3mila (si sale a 6mila se la somministrazione di alimenti e bevande avviene in aree non autorizzate, spesso dove c’è musica). Dopo i verbali la palla passa al Comune (al dirigente o al sindaco) e possono seguire provvedimenti di sospensione o cessazione dell’attività musicale, fino al ripristino dei termini di legge. Al momento sono in vigore 8 di questi provvedimenti. Per quanto riguarda il tipo di controlli sul disturbo alla quiete pubblica gli accertamenti dei vigili riguardano sia la conformità delle attrezzature (che devono essere tarate e registrate in base alla normativa e conformi a quanto dichiarato) sia autorizzazioni e nulla osta. Quando ai vigili si unisce il personale dell’Arta la procedura è più lunga e si rischia di arrivare fuori tempo massimo, per eventuali provvedimenti, anche a fine stagione balneare.

