Finti agenti per ricattare, pesanti condanne

8 Aprile 2015

Inflitti in totale 28 anni ai falsi poliziotti arrestati nel 2012 che spillavano soldi ai clienti delle prostitute

CHIETI. Tre persone sono state condannate ieri mattina dal tribunale di Chieti per reati che, a vario titolo, vanno dalla truffa alla tentata estorsione, dalla violazione di domicilio alla rapina.

Si tratta di Rosaria Parigino, 41 anni originaria di Lesina (Foggia) ma residente a Pescara, condannata a otto anni di reclusione, dell'indiano Ukhbir Singh (31) condannato a dieci anni di reclusione; e di Antonio Nesta, 28 anni, originario di Torremaggiore e residente a San Benedetto del Tronto, che ha avuto otto anni e sei mesi di reclusione.

Il pubblico ministero Lucia Campo aveva chiesto per i tre la condanna a nove anni di reclusione ciascuno.

I tre furono arrestati oltre due anni fa dalla Squadra mobile di Pescara, guidata da Pierfrancesco Muriana, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Gennaro Varone. Fra le vittime del terzetto vi erano soprattutto clienti di prostitute: in particolare i due uomini facevano irruzione in abitazioni in cui erano in corso appuntamenti sessuali e spacciandosi per poliziotti, minacciavano i clienti dai quali riuscivano a ottenere somme di denaro.

In una occasione Singh, in concorso con la Parigino, entrato in un'abitazione e fingendosi poliziotto paventò a un cliente un possibile arresto per sfruttamento della prostituzione, inducendo quest’ultimo a consegnargli una scrittura privata in cui riconosceva l’esistenza di un debito per 40 mila euro e un assegno di duemila euro.

Insieme alla condanna, ai tre è stata anche inflitta l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, mentre tutti gli imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste dall'accusa di sfruttamento della prostituzione. Tre anni fa, l’operazione della Mobile pescarese creò grande scalpore.

Le indagini, riferirono gli investigatori pescaresi all’epoca degli arresti, partirono dal racconto di una vittima, un avvocato pescarese, che avrebbe subìto le minacce e le successive richieste di denaro.