Fiorella, Anna, Raffaele, Lamine «Qui possiamo ricominciare»

11 Febbraio 2023

Storie sfortunate e voglia di rivincita nell’albergo dove alloggiano i 35 ospiti del Comune con i loro cani C’è il senegalese che sogna di aprire una trattoria nel suo paese. E pescaresi che cercano lavoro e casa 

PESCARA. Comprare un trattore per lavorare la terra insieme a moglie e tre figli e aiutare la sua gente, è il sogno di Lamine Diallo, 52 anni, senegalese di Dakar, che vive a Pescara da sei anni arrangiandosi con lavoretti di fortuna.
Raffaele D’Angelo e Fiorella Rapposelli, coppia pescarese, 58 anni lei, 48 lui, un passato di droga ed emarginazione alle spalle, chiedono di poter ricominciare a vivere in una casa tutta loro e avere un lavoro per affrontare il futuro. Da un paio di mesi nella loro vita è entrato Tequila, un labrador che gioca a nascondersi sotto il maglione della sua padrona e «dorme nel lettone, per noi è come un figlio».
Alla ricerca di una dimora, dopo aver lasciato le case popolari di via Rigopiano, anche Anna (nome di fantasia), 78 anni, devota di San Pio, che non si separa mai dal suo cagnolino, Ciuffo: «È la mia vita», dice in lacrime.
Sono spaccati di esistenza di alcuni dei 35 senza fissa dimora ospiti dell’hotel Holiday di Porta Nuova che rientrano nel Piano Freddo allestito dall’amministrazione comunale guidata da Carlo Masci in collaborazione con “On the Road” e Caritas. Il progetto è seguito dagli assessori Adelchi Sulpizio e Nicoletta Di Nisio, rispettivamente con delega alle Politiche sociali e Associazionismo sociale, che commentano: «Non lasciamo indietro nessuno. Cerchiamo, con l’aiuto degli operatori di On the Road», coordinati da Massimo Ippoliti, «che girano le strade di notte a distribuire panini e bevande, cappelli e guanti, di aiutare queste persone, rintracciandole ovunque si trovino, e convincerle a stare al riparo dal freddo, ad avere un letto e un pasto caldo. Ma c’è sempre qualcuno che rifiuta». E secondo il legislatore non possono essere costretti ad allontanarsi dalla strada.
Giuseppe Cicco, psicologo di On the Road, insieme alla collega Ilaria Cutugnino, è costantemente al fianco dei senzatetto dell’Holiday per seguire ogni loro necessità. «Loro sono i nostri angeli», dicono in coro gli ospiti dell’albergo diretto da Giampietro Giannandrea. Il senegalese Lamine sei anni fa ha lasciato il suo Paese per raggiungere Pescara: «Ho fatto il pescatore al porto, il bagnino a Francavilla e ho raccolto le olive a Cugnoli», racconta mentre si tormenta le treccine rasta, «ho vissuto al Ferro di cavallo, mi hanno picchiato e ho chiesto aiuto a “On the Road” e alla Caritas». In Senegal vivono la moglie insegnante che «sogna di aprire una scuola dell’infanzia» e tre figli di 13, 15 e 17 anni. «Ho bisogno di lavorare per comprare un trattore e tornare a casa».
Fiorella, madre di 9 figli ormai grandi, racconta di essere rimasta orfana a 9 anni. «A 11 ero sulla strada, a dormire nelle tende o dove capitava». Otto anni fa ha unito il suo destino a Raffaele, conosciuto ai palazzi Clerico, e condiviso anni di droghe pesanti. «Spendevamo da 1.000 a 2mila euro al giorno per comprare la droga», rivela l'uomo, «stavo sempre dentro ai negozi a rubare». Da un anno sono «puliti», dicono, «con Tequila vogliamo costruire un futuro insieme, ma abbiamo bisogno di un lavoro e una casa». La cerca anche Anna, originaria di Martinafranca (Puglia), ancora spaventata «da una aggressione subita un mese fa», sotto casa, in via Rigopiano, prima di trasferirsi in albergo con l’inseparabile Ciuffo.