Firme contro i migranti Il parroco: «Ho sbagliato»

MANOPPELLO. «Chiedo scusa a tutti i parrocchiani per aver firmato la petizione contro l'arrivo dei migranti. Sono stato ingannato. Mi avevano detto che la firma fosse necessaria per garantire loro...
MANOPPELLO. «Chiedo scusa a tutti i parrocchiani per aver firmato la petizione contro l'arrivo dei migranti. Sono stato ingannato. Mi avevano detto che la firma fosse necessaria per garantire loro una migliore accoglienza ed ospitalità». Sono le parole pronunciate ieri dal frate cappuccino e attuale parroco della città padre Clemente, durante l'omelia nella messa domenicale nella chiesa parrocchiale di San Nicola, la stessa da dove domenica scorsa chi aveva assistito alla funzione religiosa dopo essere uscito era stato calamitato al banchetto della raccolta firme per sottoscrivere la mozione.
Sabato invece Myriam Moffa, figlia di Nicolino, proprietario della struttura «I Calanchi» che dovrebbe ospitare i 24 migranti africani, ha scritto al sindaco Giorgio De Luca, ribadendo che l'edificio del padre è effettivamente dotato di agibilità e dunque idoneo allo scopo. Nella missiva, la signora Myriam chiede al sindaco di verificare quanti in città abitano case che non sono in regola con le certificazioni di agibilità riferendosi ai due amministratori Melania Palmisano (vice sindaco) e Lucio Di Bartolomeo (capogruppo di maggioranza) che si erano preoccupati oltremodo che i migranti potessero arrivare in un complesso edilizio non idoneo, inviando al sindaco una richiesta di diniego di rilascio dell'agibilità, un documento però già in possesso del proprietario, rilasciato come da normativa, da un tecnico abilitato.
Ora a decidere sarà la prefettura e il sindaco cui è stata inviata la petizione, ma in città restano contrapposte le due fazioni di coloro che non si oppongono all'accoglienza e di quelli che invece temono che la presenza dei migranti, tra l'altro in possesso di permessi di soggiorno, possa sconvolgere la loro tranquillità.
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