Fisco, le novità in arrivo: passaporti senza imposta Va via il superbollo auto

Il governo cancella anche il balzello sugli intrattenimenti e le lauree Stop alla tassa regionale sull’abilitazione all’esercizio professionale
Stop ai mini-tributi. Dall'imposta sugli intrattenimenti alla lauree, dai bolli alla tassa sul passaporto fino al superbollo per le auto di lusso, il Governo è pronto a cancellare una serie di tasse. L'ipotesi era già stata avanzata in passato, ma adesso sembra concretizzarsi: il Governo, infatti, l’ha messa nero su bianco nel testo della legge delega di riforma del fisco, che a sua volta raccoglie, su questo come su molti altri punti, le conclusioni dell’indagine conoscitiva condotta dalle commissioni Finanze di Camera e Senato. Non sarà un percorso a breve termine, dato che i dettagli della misura verranno stabiliti con precisione nella riforma del Fisco. Serviranno alcuni mesi per stilare l’elenco dei piccoli tributi, che incidono relativamente sulle casse dello Stato e che potrebbero essere del tutto annullati.
I PASSAGGI
Una ventina, secondo una prima analisi della commissione Finanze di Montecitorio, i tributi che potrebbero essere aboliti e che danno un gettito complessivo annuo di 250 milioni di euro. Ma la singola valutazione non è stata ancora effettuata. Facendo un rapido calcolo, il fisco perderebbe 152 milioni di euro su 11 micro-imposte erariali, 91 milioni su 7 imposte regionali e 10 milioni su 3 micro-imposte comunali. In alcuni casi, si tratta di introiti irrilevanti che vanno, però, ad incidere sui bilanci familiari, in quanto si sommano alle altre tasse.
MICRO-TASSE
L'elenco dei mini-tributi è corposo. Si va dall’addizionale sui canoni per le utenze di acque pubbliche, che porta alle casse dello Stato appena 271 mila euro, alla tassa regionale sull’abilitazione all’esercizio professionale, che veicola 1,8 milioni di euro. Ci sono, poi, i diritti di licenza sulle accise con 4,2 milioni di euro di gettito e i diritti doganali diversi da quelli di confine che portano alle casse statali 8,7 milioni. Se per il Governo non si tratta di misure così rilevanti, sul piano dell'incidenza economica complessiva, diverso è il punto di vista dei cittadini, che devono far fronte al pagamento di questi tributi con modalità spesso complesse.
DA CANCELLARE
Qualche anno fa è già stata annullata la tassa annuale sul passaporto, ma resta da versare il bollo da 73,5 euro al momento del rilascio, che il Governo intende abolire. Anche per chi vuole laurearsi potrebbe scomparire del tutto il doppio versamento da 16 euro, il primo per la domanda di laurea e il secondo, di pari importo, per la pergamena. E, dopo la laurea, è obbligatorio al momento versare la tassa regionale di abilitazione all’esercizio professionale, pari a circa 100 euro, o quella per l’insegnamento. Anche in questo caso si va verso la cancellazione dei tributi. Come anche per l’imposta sugli intrattenimenti, da pagare per la musica eseguita nel locale o solo per i biliardini o gli altri apparecchi presenti nei bar e nei ristoranti. Nel novero delle mini-tasse rientrano anche il superbollo auto, che era stato introdotto per il diesel e cancellato alla fine degli anni Novanta, ma che è reintrodotto dal governo Monti e riguarda le auto più potenti. Il provvedimento più atteso riguarda, però, la tassa sui rifiuti: nel documento della commissione Finanze si fa un accenno alla maggiorazione standard che al momento non è più in vigore, ma resta in piedi il tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni ambientali, un 5% in più rispetto all'importo che gli utenti devono pagare. Il governo dovrà decidere se abolirlo tenendo conto della necessità di compensare i comuni e gli enti locali per le minori entrate.
LEGGE DELEGA
La perdita di gettito dovuta alla cancellazione delle mini- tasse dovrà essere compensata all'interno della riforma del Fisco: è quanto prevede la legge Delega con l'obiettivo di alleggerire, seppure di poco, la tassazione sui cittadini. Sul provvedimento, l’Agenzia delle entrate ha espresso parere favorevole: si tratta di eliminare una serie di tributi che comportano molti adempimenti per i contribuenti e poche entrate per lo Stato. Un passaggio che comporterebbe anche meno lavoro per l'Agenzia delle entrate eliminando una serie di pagamenti al momento obbligatori, ma che non danno un gettito rilevante. L'Agenzia delle entrate, nell'ambito della Riforma del Fisco e della legge Delega ha auspicato anche uno snellimento delle procedure per il pagamento delle tasse.

