Fiume Saline, il bypass anti-allagamenti senza manutenzione

3 Giugno 2018

Città Sant’Angelo, i tecnici del Genio civile sollecitano lavori sul canale che rischia di ostruirsi con detriti e materiali

CITTA’ SANT’ANGELO. Un mese di maggio ricco di precipitazioni, con improvvisi temporali e rovesci, ha collaudato definitivamente l'efficacia della strategia anti-esondazione frutto dei lavori sul fiume Saline realizzati la scorsa estate: consiste in un canale che funziona come un bypass quando si alza il livello dell'acqua, convogliando il flusso idrico su un percorso alternativo per rallentare la sua corsa e impedire il trascinamento a valle di detriti e materiali che possono ostruire la foce.
Adesso però il nodo da affrontare è la manutenzione: almeno ogni due anni, spiegano i tecnici del Genio civile che hanno progettato l'opera, sono necessari interventi. La spesa non sarebbe elevata, poche decine di migliaia di euro, ma il vero problema è che non c'è alcun tipo di stanziamento regolare da parte della Regione per la gestione dei percorsi fluviali. E il discorso è valido anche per le altre criticità presenti nel Pescarese o in Abruzzo. L'intervento del 2017, costato circa 180mila euro, è stato finanziato grazie ai fondi messi a disposizione da Pierluigi Caputi, commissario per l'emergenza maltempo nel 2013. Si tratta, dunque, di risorse una tantum. La funzionalità dell'intervento è stata ancora più evidente quest'inverno, caratterizzato da perturbazioni rare ma abbondanti, con fenomeni intensi e di breve durata che in poche ore hanno riversato sul territorio quantità di acqua superiori alla media, che per il Pescarese è di 700 millimetri l'anno. Anche qualche settimana fa, il 3 e il 14 maggio, violenti acquazzoni hanno allagato i sottopassi di via Torre Costiera a Città Sant'Angelo e via Aldo Moro a Montesilvano, senza creare tuttavia difficoltà sul fiume a pochi metri di distanza: merito del canale che, realizzato su un piano più alto e con pendenza inferiore rispetto al Saline, rallenta il flusso dell'acqua mentre una serie ulteriore di canalizzazioni lavora come un salasso idraulico alleggerendo la pressione sugli argini, rafforzati col materiale di scavo. Lungo il percorso sono state create anche tre mini vasche di dissipazione, per evitare che la forza dell'acqua si concentri dove l'alveo è meno ricettivo. Una strategia complessa necessaria per evitare la movimentazione dell'area perimetrata dal Sir: Sito di Interesse Regionale è la dicitura utilizzata per aree contaminate sulle quali, in assenza di bonifica, non si possono effettuare scavi. La presenza del Sir ha impedito di allargare la sezione di deflusso del Saline: una soluzione più semplice al problema, bloccata però dalla presenza sul sito di metalli pesanti, confermata da indagini Arta recenti e attendibili.