Flop dei musei comunali I conti sono tutti in rosso
L’amministrazione svela gli incassi e le spese dei servizi offerti ai cittadini Vanno bene solo i mercati, male gli asili, perdite record per mostre e gallerie
PESCARA. L’anno scorso, i musei italiani hanno fatto registrare un boom di visitatori e di incassi. Ma a Pescara quelli gestiti dal Comune sono un disastro. Le entrate derivanti dalle vendite dei biglietti o, come nel caso dell’Aurum, dall’affitto delle sale per matrimoni o convegni coprono appena il 6 per cento delle spese.
È quanto emerge dal resoconto sulla gestione dei cosiddetti servizi a domanda individuale, cioè i servizi offerti dal Comune ai cittadini. Ossia, mercati, asili, impianti sportivi e musei. In pratica, tutti vengono gestiti in perdita da anni, solo i mercati si avvicinano al pareggio di bilancio. Il resto dei servizi si trascina con i conti in profondo rosso. E la situazione, secondo le previsioni dell’amministrazione, non dovrebbe cambiare nemmeno quest’anno. Tuttavia, considerando il tasso di copertura tra entrate e uscite di tutti i servizi, l’ente riuscirà lo stesso a raggiungere il limite del 36 per cento, che è la percentuale minima imposta dalla legge per il rispetto del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Novità di quest’anno è l’esclusione dai servizi a domanda individuale delle mense scolastiche, essendo gestite in regime di concessione da una società privata. Il caso peggiore resta comunque quello dei musei, gallerie e mostre. Quest’anno, l’amministrazione conta di incassare 89.000 euro con la vendita dei biglietti e con l’affitto delle sale, a fronte di una spesa che toccherà 1.438.211 euro per il musei delle Genti d’Abruzzo, Vittoria Colonna, Cascella, Mediamuseum. In pratica, gli incassi copriranno appena il 6,19 per cento delle spese. Se si vanno a guardare i dettagli delle spese, si scopre che la gran parte dei costi è dovuta alle retribuzioni del personale (526.500 euro). Vanno male anche gli asili nido. Il Comune incasserà quest’anno 230.000 euro, ma spenderà per la gestione 1.038.153 euro. In questo modo le entrate copriranno solo il 22,15 per cento e il resto dovrà metterlo il Comune, ossia i cittadini con le tasse.
Meno drammatico il caso degli impianti sportivi, che faranno incassare 710.182 euro, a fronte di una spesa pari a 1.540.295 euro. Il tasso di copertura si attesta così al 46,11 per cento. Decisamente meglio la situazione dei mercati coperti e del mercato ittico, le cui coperture si attestano, rispettivamente, all’84,07 e al 90,88 per cento. Nell’elenco è stata inserita anche la casa di riposo che non è stata ancora riaperta. Le cifre indicate riguardano le spese sostenute dal Comune per pagare parte delle rette degli anziani collocati in altre strutture.
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