Florindi: «Per il maltempo nessun aiuto in quattro anni»

18 Novembre 2017

CITTÀ SANT’ANGELO. È il momento della conta dei danni, dopo la pioggia torrenziale dei giorni scorsi, a Città Sant’Angelo. E questo è uno dei momenti più drammatici, per il Comune, perché «dal 2013...

CITTÀ SANT’ANGELO. È il momento della conta dei danni, dopo la pioggia torrenziale dei giorni scorsi, a Città Sant’Angelo. E questo è uno dei momenti più drammatici, per il Comune, perché «dal 2013 ad oggi non abbiamo mai ottenuto risorse dalla Regione e dagli enti sovraordinati per cui i problemi provocati allora dal maltempo si sono via via ingigantiti. E l’ultima stima, aggiornata all’inizio dell’anno, è di tre milioni di euro», dice il sindaco Gabriele Florindi. Ieri la Italgas si è occupata dello smottamento sulla Lungofino, spiega sempre il primo cittadino. E l’intervento è andato avanti fino alle 18 ma non è stato possibile riaprire la strada al traffico perché non c’è stato il tempo necessario per allestire la segnaletica del cantiere. Oggi è prevista la riapertura, a senso unico di marcia monti/mare, ma resta il problema di una parte della carreggiata franata. Ancora in vigore le deviazioni del traffico pesante in direzione mare/monti sulla Lungofino e la viabilità alternativa su via dei Fiori e Moscarola. «Solo per intervenire su questa strada serviranno centomila euro», dice Florindi, ma la stima dei danni totali provocati dal maltempo dei giorni scorsi è ancora in corso. E si andrà ad aggiungere alla cifra, consistente, che continua a lievitare di anno in anno. «Abbiamo subito molti danni per il maltempo già nel 2013, poi nel 2015 e infine quest’anno, ma non siamo mai stati aiutati. E quindi i problemi di qualche anno fa sono diventati sempre più gravi», prosegue il sindaco parlando di frane, dissesti e interventi di manutenzione mai realizzati per mancanza di fondi. «E quindi ci portiamo dietro questi problemi, non riusciamo a mettere a posto le situazioni di criticità. Il nostro obiettivo è la sicurezza» dice Florindi che cerca di fronteggiare la situazione «facendo dei mutui. Ci indebitiamo, cerchiamo di fare da soli le cose più urgenti, ci occupiamo delle frane e della manutenzione straordinaria, non avendo potuto fare la manutenzione ordinaria prima per i limiti imposti dal patto di stabilità e ora per la nuova contabilità». Dopo le ultime piogge si è deciso di avanzare la richiesta per lo stato di calamità, puntando ai fondi del governo. (f.bu.)
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