Florovivaisti, un altro settore in emergenza Chiesta la vendita anche nei supermercati

28 Marzo 2020

L’emergenza sanitaria che sta determinando gravi ripercussioni sul tessuto produttivo non risparmia il settore florovivaistico abruzzese, alle prese con un crollo del fatturato quantificato nell’80%....

L’emergenza sanitaria che sta determinando gravi ripercussioni sul tessuto produttivo non risparmia il settore florovivaistico abruzzese, alle prese con un crollo del fatturato quantificato nell’80%. A lanciare l’allarme sono Assoflora, che in una nota del presidente Guido Caravaggio chiede, al presidente Marco Marsilio e all’assessore all’agricoltura Emanuele Imprudente, l’intervento della Regione «per contrastare una situazione a dir poco catastrofica», e Coldiretti. Secondo il presidente regionale di Coldiretti, Silvano Di Primio, sono circa 250 le aziende abruzzesi in difficoltà. «Un settore strategico, dice Di Primio, «che fornisce una produzione lorda vendibile di circa 50milioni di euro annui su 385 ettari dedicati, tra serre e pieno campo, per un totale di circa 250 aziende specializzate. Allo stato attuale sono circa 2.500 gli addetti in Abruzzo che ruotano intorno a questo». Cifre confermate anche da Assoflora. Le aziende abruzzesi, scrive Caravaggio, sono in ginocchio. «La situazione è gravissima. Molti operatori saranno costretti a chiudere. Danni importanti anche per i produttori di piante da orto, di piante da frutta, di piante ornamentali, per le aziende che operano nella produzione di fiori e fronde recise. Per fronteggiare una situazione così catastrofica chiediamo un supporto in ambito regionale ed in ambito comunitario, per reperire le risorse necessarie per far fronte al dramma e poter ripartire con più determinazione ed entusiasmo». Nel frattempo, sottolinea invece il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, «abbiamo ottenuto finalmente il chiarimento dal governo sul via libera alla vendita di piante e fiori in supermercati, mercati, punti vendita e vivai. Lanciamo ora un appello alla grande distribuzione, ai mercati e a tutti i punti vendita aperti affinché promuovano la vendita di fiori e piante Made in Italy», conclude, invitando tutti gli italiani «a mettere fiori e piante nei giardini, orti e balconi come segno benaugurante della primavera che segna il momento del risveglio con la mobilitazione #balconifioriti». (c.s.)