«Fogna a cielo aperto scale murate e rifiuti: palazzo da chiudere»

Vigili e carabinieri scoprono gli scarichi abusivi in via Lazio Aliano: l’edificio non è sicuro, deve essere sgomberato
MONTESILVANO. Il palazzo di via Lazio 61 a Montesilvano, di proprietà anche del Comune di Pescara, deve essere «sgomberato» perché non è più sicuro: una fogna a cielo aperto che nessuno ripara, scale di sicurezza murate, rifiuti abbandonati in strada. Lo denuncia il consigliere Anthony Aliano dopo un sopralluogo nella zona, a un passo dalla riviera: «Presenterò un esposto in procura affinché sia imposto a chi di dovere di adempiere», dice.
Da ieri, una parte della politica di Montesilvano sa quello che c’è davvero in via Lazio, dentro e fuori i palazzoni che cadono a pezzi. Vigili urbani e carabinieri sono intervenuti per transennare uno scantinato invaso dagli scarichi fognari e un fosso con dei tubi. «Una struttura fatiscente ed evidentemente inagibile», spiega Aliano, «un sottoscala ridotto a pozzo con un metro d’acqua maleodorante in cui galleggiano fili dell’alta tensione e carcasse; tre ascensori di cui due tombati e uno a disposizione di pochi; scale di emergenza murate; siringhe in strada e cumuli di rifiuti, fogna a cielo aperto; abitazioni occupate da personaggi che addirittura le subaffittano a giornata. Se fosse un film, lo chiamerei “Come topi in gabbia”: qui le famiglie sono ridotte a vivere nello scempio mentre i migranti hanno tutti i comfort negli hotel».
Il 5 marzo scorso, il sindaco Francesco Maragno ha firmato un’ordinanza per imporre ai proprietari di aggiustare la fogna rotta, ma nessuno è intervenuto e i liquami continuano a ricoprire l’asfalto accanto allo stesso materasso buttato. «Ma le amministrazioni pubbliche sono costrette a intervenire e non bastano le ordinanze», dice Aliano. Nei giorni scorsi, è salito alla ribalta anche il caso di un anziano disabile chiuso in casa per un ascensore fuori servizio: dopo le promesse di riparazione, la situazione è sempre la stessa. «Il povero anziano disabile a oggi non ha la chiave per poter fruire dell’ascensore. E non è l’unico», dice Aliano. Secondo il consigliere, non c’è altra strada che sgomberare lo stabile: «Ragioni igienico sanitarie e di tutela della incolumità pubblica impongono al sindaco e al prefetto di procedere con lo sgombero della struttura atteso che non vi sono più i requisiti minimi per l’agibilità».
All’incontro di ieri hanno partecipato le associazioni cittadine Nuovo Saline con Gianluca Milillo, Rivoluzione cristiana con Fabrizio Leonelli, Montesilvano tricolore con Marco Forconi, e i consiglieri Enea D’Alonzo, Lorenzo Silli e Manola Musa. «Presenteremo un esposto in procura argomentando con foto e video».
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