Folgorato sul traliccio: in sette a processo

21 Gennaio 2016

Per la morte di un operaio a Castelnuovo rinviati a giudizio due addetti Enel e cinque della ditta che eseguiva i lavori

TERAMO. Roberto Damiani, 40 anni, operaio di Penne, morì a settembre del 2014, folgorato da una scarica da 20mila volt mentre stava lavorando su un traliccio dell’Enel a Castelnuovo Vomano. Una tragedia per la quale adesso, a distanza di un anno e mezzo, il gup del Tribunale di Teramo Roberto Veneziano al termine dell'udienza preliminare ha rinviato a giudizio per omicidio colposo cinque dipendenti dell’Enel distribuzione, il titolare e un dipendente della Tonelli Costruzioni di Penne, la ditta per la quale lavorava la vittima, tutti accusati di omicidio colposo. La prima udienza del processo è stata fissata per il 20 aprile.

Secondo la procura – titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni – a causare quella morte sarebbe stata una serie di errori e inadempienze che avrebbero portato chi doveva occuparsi della corretta esecuzione dei lavori a fare i controlli propedeutici, compresa la sospensione della corrente, su una linea elettrica sbagliata: non quella di Pianura Vomano, dove dovevano essere effettivamente sostituiti i pali e dove Damiani è rimasto folgorato, ma quella di Guardia Vomano.

Le due linee, infatti, si trovano ad appena 40 metri di distanza l’una dall’altra e secondo gli accertamenti effettuati dalla procura per tutta una serie di errori le azioni propedeutiche all’effettuazione dei lavori – a cominciare dall’interruzione della corrente – sarebbero state effettuate sulla linea sbagliata. Così quando Damiani ha cominciato a lavorare sul traliccio di Pianura Vomano è rimasto folgorato perché la corrente era stata tolta all’altra linea elettrica.

In realtà lo stesso Damiani, secondo le procedure di sicurezza, prima di iniziare le manovre si sarebbe dovuto accertare dell’effettiva assenza di corrente utilizzando il “fioretto”, uno strumento apposito. Operazione che però non avrebbe compiuto o comunque avrebbe effettuato male, ma qualcuno doveva in ogni caso accertarsi che l’operaio avesse eseguito correttamente l’operazione.

Accuse che naturalmente dovranno essere provate nel corso del dibattimento nel quale compariranno gli imputati Andrea Salvatori, delegato Enel della zona di Teramo; Adriano Tonelli, titolare della Tonelli Costruzioni snc; Franco Ruggeri, preposto di fatto e lavoratore della zona Enel di Teramo; Francesco Cantagallo, preposto di fatto e lavoratore della Tonelli Costruzioni; Pasqualino Ardizzi, preposto Enel zona di Teramo e lavoratore Enel; Pietro Marcelli, lavoratore Enel zona di Teramo; Giouseppe Mastrodascio, lavoratore Enel zona di Teramo. (cr.te.)

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