Folla e commozione per l’addio a Simeone

A Santa Caterina il saluto a un altro dei costruttori edili che ha contribuito a fare grande Pescara
PESCARA. Centinaia di persone, ieri mattina, hanno accompagnato nel suo ultimo viaggio terreno Mario Simeone, il noto imprenditore edile scomparso domenica pomeriggio a 76 anni in seguito a un malore che ha fermato per sempre il battito del suo cuore.
Nella chiesa di Santa Caterina da Siena, in via Mezzanotte, oltre a tanti familiari, in testa la moglie Marisa e i figli Domenico, Marco e Maria, ad assistere alla funzione funebre, officiata dal vicario parrocchiale Christian Di Biase, c'erano tanti amici, conoscenti e persone comuni che si sono strette a Simeone, un uomo conosciuto, rispettato e benvoluto da tutti e considerato un grande lavoratore che tanto ha fatto per la sua città e in particolare per il quartiere di Porta Nuova, dove sono decine i palazzi e le case costruite dalla sua impresa di costruzioni, oggi portata avanti dal figlio Domenico.
Dalla metà degli anni Sessanta infatti ha realizzato in città una lunga serie di interventi edilizi, non in ambito privato ma anche nel settore pubblico che lo hanno reso, insieme ad altri costruttori dell'epoca, uno dei principali imprenditori pescaresi.
Da una decina di anni si era ritirato dall'attività lavorativa a causa di alcuni acciacchi di salute, ma seguiva da lontano la traiettoria lavorativa proseguita dal figlio con l'azienda che oggi si chiama Sym Project Appalti srl. A salutare Mario Simeone ieri c'erano anche il presidente del Pescara Daniele Sebastiani, il numero uno della Camera di Commercio Daniele Becci, il capo della squadra mobile Pierfrancesco Muriana, l'ex assessore e consigliere comunale Marcello Antonelli, commercianti storici come l'ottico Umberto Salvatore.
«Mario», ricorda Becci, «rappresentava quella generazione di imprenditori che hanno costruito Pescara per come la vediamo oggi. Era partito, come molti in quell'epoca, con un attività artigianale salvo poi crescere e diventare uno dei primi ad andare ad aprire cantieri all'estero, come in Corsica. L'aspetto triste è che stiamo via via perdendo quella generazione che ha scritto la storia della città». Da ieri, Mario Simeone riposa nel cimitero di San Silvestro. (l.z.)
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