Folla per Angelucci Gli operai della Oma in corteo con la bara

Centinaia di persone hanno invaso il centro storico di Torre per l’addio al fondatore del colosso della metalmeccanica
TORRE DE' PASSERI. Un’immensa folla ieri è intervenuta per dare l'ultimo saluto ad Antonio Angelucci, l'imprenditore e capitano d’industria della Val Pescara, scomparso a 75 anni. Lui, uomo dai grandi numeri con gli oltre 100 milioni di euro di fatturato annuo con le sue cinque sedi industriali in Italia ed una in Romania con circa 800 dipendenti, non poteva che essere accompagnato nel suo ultimo viaggio terreno, da centinaia di persone che hanno invaso il piccolo centro storico di Torre. L'appuntamento, al quale nessuno che lo conoscesse ha voluto mancare, era alle 10,30 nel tendone di piazza Mazara, sede provvisoria dopo il terremoto dell'aprile 2009, della parrocchia della Beata Vergine Maria delle Grazie, che, comunque ampio, non è riuscito a contenere gli intervenuti. Una zona però è stata riservata ai dipendenti delle due sedi della Oma di Castiglione a Casauria e Tocco da Casauria, che hanno seguito la funzione religiosa in tenuta da lavoro, e che dopo hanno voluto portare a spalla la bara al cimitero attraverso il lungo percorso che solca l'intero centro abitato del paese, facendola tirare fuori dal carro funebre dove era stata già sistemata. Un lungo applauso ha salutato il suo passaggio per le vie cittadine. Angelucci era un uomo rispettato non solo per la sua professionalità di manager, ma anche per le sue qualità umane. Una persona schietta, sincera e diretta e rigorosa nelle questioni di lavoro. Un uomo cresciuto da una famiglia di contadini, venuto su dalla gavetta, che si è fatto da solo e che con le sue attività imprenditoriali ha costituito un punto di riferimento importante e per il lavoro e l'economia della Val Pescara. Ha amato il territorio che lo ha visto crescere. Con il piglio da imprenditore, ha trasformato una risorsa quasi dimenticata, quella del vitigno moscatello, in un'altra occasione di impresa, fondando un’azienda agricola dove oltre al miglior moscatello si producono anche premiati vini e olio. Antonio ha avviato su queste piste i figli Giovanni e Mauro che ora proseguono la brillante attività paterna. Schietto e semplice il ricordo tracciato dal parroco, don Mauro Pallini, durante l'omelia scaturito dalla visita nella azienda agricola e dall'assaggio dei suoi vini di cui lui andava fiero.
«Mi viene in mente», ha riferito il sacerdote, «il passo del Vangelo delle nozze di Cana quando non c'era più vino e Gesù trasformò acqua in vino per i convenuti su invito delle Madre Maria. Ora per Antonio c'è sicuramente imbandito un banchetto in cielo dove lui potrà distribuire il suo vino». A portare cordoglio alla famiglia, il modo imprenditoriale e del lavoro, sportivo (presente Daniele Sebastiani, presidente del Pescara calcio che la Oma sponsorizza) e del volontariato che il manager Angelucci ha seguito e sostenuto per lunghi anni.
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