Folla per Palestini, la chiesa non basta

Addio commosso di pescatori e ristoratori all’armatore morto a 32 anni per un infarto improvviso
ESCARA. Non ce l’ha fatta, la chiesa dei Santi Angeli Custodi di via Sacco, a contenere la folla immensa accorsa ieri per partecipare ai funerali dell’armatore di 32 anni, Fabio Palestini, morto improvvisamente giovedì scorso. A decine, infatti, ieri mattina, hanno dovuto assistere al di fuori della chiesa alle esequie celebrate dal parroco, don Giuseppe Scarpone. Oltre alla famiglia, composta da tre fratelli, Massimo, Remo e Marco (Fabio era il più piccolo), e alla mamma, Lola (il padre è scomparso negli anni ’90), alla cerimonia hanno preso parte anche rappresentanti della capitaneria di porto, oltre alle centinaia di amici, parenti e appartenenti del mondo della marineria pescarese. Fabio era molto noto nell’ambiente, anche per il lavoro che riusciva a generare attraverso la gestione, con alcuni soci, di 4 pescherecci (nella foto di Giampiero Lattanzio, s’intravede “Letizia”). Tra la folla, appunto, si distinguevano, tra gli altri, anche titolari di pescherie, ristoratori e grossisti. Una cerimonia toccante, in cui don Giuseppe ha letto due brani. Il primo, tratto dal Libro della Sapienza, è stato “La morte prematura”. «La sapienza», ha sottolineato ieri il prelato, «non deriva dal numero degli anni, ma dall’esperienza che si fa di Dio». Mentre il secondo brano letto da don Giuseppe è stato preso dal Vangelo, “Non si turbi il vostro cuore”. Don Giuseppe, nel suo intervento, ha poi osservato che «nella sofferenza deve esserci dialogo. Altrimenti il rischio è lo smarrimento della fede», per poi tracciare un profilo di Fabio. «Era colui», ha rimarcato ieri il parroco riferendosi al giovane armatore, «che prendeva sempre l’iniziativa. Era intraprendente ed era la figura di raccordo, in famiglia, per l’organizzazione del lavoro». E anche per la giornata di festa di oggi, quella di ferragosto, così come accaduto in passato, come ha rammentato don Giuseppe, Fabio aveva organizzata, «a sorpresa, un’uscita per tutta famiglia». Anche Pamela, un’amica d’infanzia, dal pulpito ha ricordato Fabio. «Era una persona solare, disponibile nei confronti di tutti e si occupava di tutto. E senza farlo mai pesare». Fabio ora riposa nel cimitero di San Silvestro, nella grande cappella di famiglia.
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