Folla, rissa e aperitivi in centro L’ira dell’assessore: così si chiude

8 Febbraio 2021

Cremonese incontra i gestori delle attività: ora bisogna trovare misure per il prossimo fine settimana E Confesercenti attacca: «Si sapeva che i locali sarebbero stati presi d’assalto, ma non è colpa loro»

PESCARA. «Questa è la strada che ci riporta dritti verso nuove chiusure». A parlare è Alfredo Cremonese, assessore comunale al Commercio, il giorno dopo il tana libera tutti che ha visto le vie del centro cittadino e della movida prese d'assalto.
Le scene registrate sabato pomeriggio tra corso Umberto e piazza Muzii cozzano con l'emergenza sanitaria in corso e rischiano di riportare la città in zona arancione o rossa. «Decine di migliaia di persone a passeggio per le vie del centro cittadino, bar e locali presi d'assalto e una rissa nel bel mezzo del pomeriggio ci offrono un quadro della situazione che non lascia ben sperare», attacca Cremonese. «Capisco la voglia di normalità e di socialità delle persone, ma il ritorno in zona gialla doveva essere gestito con maggior responsabilità da parte di tutti. Invece così non è stato, e adesso rischiamo di pagarne le conseguenze già dal prossimo fine settimana», dice con riferimento al prossimo rilevamento dell’indice di contagio, atteso per venerdì, che decreta poi il colore di una determinata zona.
«Con questo comportamento il rischio è quello di vivere un giorno di libertà e un mese di chiusura». Di questo l'assessore ha parlato ieri sera in un incontro con alcuni commercianti del centro cittadino, con cui si è discusso di eventuali misure da mettere in campo dal prossimo week-end, qualora si rimanesse in zona gialla. E sui controlli afferma: «Posso solo ringraziare le forze in campo. Purtroppo la quantità di persone che sabato si è riversata per le vie del centro è stata talmente imponente che non ha reso possibile un controllo capillare. Tuttavia, gli agenti in servizio hanno fatto il massimo e grazie al loro lavoro siamo riusciti a contenere i rischi». Non la pensa allo stesso modo Gianni Taucci di Confesercenti, che analizza: «Che alla prima occasione utile i locali sarebbero stati presi d'assalto lo sapevamo tutti. Purtroppo bisogna fare i conti con la poca responsabilità e la poca educazione delle persone, ma anche con un controllo della città che non c'è stato. Lì dove non arriva il senso civico del cittadino», rimarca Taucci, «dev’esserci la forza della legge. È troppo facile multare il singolo locale. Più difficile invece è fare cento contravvenzioni alle tante persone che si assembrano, che vanno in giro senza mascherina e che non rispettano le regole. Con rammarico», prosegue, «devo dire che come Confesercenti non siamo stati contattati dall’assessore Cremonese per discutere del problema. In ogni caso, non ritengo giusto puntare il dito contro attività e locali che da quattro mesi non guadagnano un centesimo e non sanno come andare avanti. Per questo dico che, se si vuole continuare a tenere chiusi bar, ristornati e negozi, decurtiamo il 30 per cento dello stipendio degli statali e creiamo un fondo da destinare a chi non può lavorare. Allora vedremo che nessuno si lamenterà».
Intanto dalla Questura arriva il bollettino del sabato pomeriggio da liberi tutti: un sabato che ha visto un dispiegamento di 40 uomini tra le vie della città, una rissa in via De Cesaris con 8 ragazzi, di cui 3 (un 30enne di Ortona, un 31enne di Francavilla e un 15enne di Pescara) denunciati per rissa aggravata e puniti per divieto di assembramento e ubriachezza. Nel bilancio, c’è anche un locale sanzionato per le violazioni delle norme anti Covid e altre 50 persone identificate. Sul punto interviene anche l'opposizione, con una nota polemica del consigliere Pd Francesco Pagnanelli: «L’accaduto di sabato dimostra l’evidente fallimento di qualsiasi forma di controllo del territorio da parte dell’amministrazione. Zero vigili, assenza di coordinamento e il centro città in preda all'anarchia. La giunta che si presentava come quella che avrebbe riportato la sicurezza si è trasformata nel tutto fuori controllo».