Fondali bassi, altre due barche incagliate

17 Marzo 2022

Marineria esasperata: dopo dieci giorni di stop, rientro in mare da incubo l’altra notte, con i pescherecci rimasti in secca

PESCARA. Due giorni fa, nell’annunciare il ritorno in mare dopo la protesta contro il caro gasolio, i rappresentanti della marineria lo avevano detto che per loro i problemi erano tutt’altro che finiti fra carburante ancora alle stelle e mancato dragaggio. Martedì, attorno alle 23, nell’uscire dal porto canale, dopo quasi 10 giorni di stop, si è verificato quello che temevano. Due pescherecci: Erminio Padre e Lupetto, sono rimasti in secca a causa dei fondali troppo bassi, con conseguenze anche per una ventina di imbarcazioni più piccole che li seguivano e quindi bloccate. «Solo dopo diverso tempo e con enormi difficoltà», spiega infuriato Massimo Camplone, proprietario di Erminio Padre, «siamo riusciti a disincagliare le barche. E questo non è possibile. Come usciamo, ci troviamo punto e a capo. I pescherecci devono letteralmente strisciare per attraversare il porto. Ieri mattina, io e il presidente dell’associazione armatori, Francesco Scordella siamo andati in Capitaneria per far presente, per l’ennesima volta, la situazione e la risposta è stata che faranno tornare il pontone. Sarà effettuato, insomma, un altro intervento di emergenza, ma a noi non ci basta. Le barche ormai sono tutte in difficoltà. Con il tempo bello, devono capire che il fiume si secca. E noi siamo sequestrati. La settimana scorsa, siamo stati dal prefetto e gli abbiamo chiesto di aiutarci. Così non si può continuare», dice. «In questo momento, le imbarcazioni più grandi sono in difficoltà, fra un po' toccherà alle più piccole. Non ci resta, quindi, che rientrare ad Ortona, ma anche qui ci sono i problemi e con il brutto tempo le imbarcazioni si danneggiano. Ma che dobbiamo fare? Non abbiamo alternative. Si devono prendere provvedimenti e basta. Ma per il dragaggio, almeno per ora, non se ne parla. Ci hanno detto che dobbiamo aspettare settembre. E noi tutta l’estate siamo in queste condizioni».
«E’ un disastro», sottolinea Scordella. «Il cotto sopra il bollito. I soldi per il dragaggio ci sono, il problema sono i fanghi, dove metterli. E noi nel frattempo paghiamo i danni alle barche. Adesso per un po’ rifaranno i lavori per liberare la canaletta. Ormai si va avanti così. Stanotte intanto dobbiamo tornare ad Ortona con tutti i disagi che questo comporta. Non ce la facciamo più».
Ieri, l’annuncio da parte della Regione dell’assegnazione da parte del ministero di 21 milioni e 200mila euro destinati alla deviazione del porto canale di Pescara. Per il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri grazie a questo maxi finanziamento si proseguirà con la deviazione integrale di tutto il molo nord, poi di quello sud, «quindi tutto il bacino commerciale sarà libero dall’arrivo dei detriti del fiume».