Fondali bassi, i pescherecci lasciano Pescara

15 Aprile 2021

Ennesima barca incagliata al rientro in porto. Camplone: «Situazione drammatica, andiamo a Ortona»

PESCARA. La somma di 800mila euro per finanziare i lavori di dragaggio del porto è stata annunciata dalla Regione. Ma, in attesa dell’intervento che consentirà di spostare circa 90mila metri cubi di materiali accumulati sui fondali del canale, i pescherecci più grandi da qualche giorno hanno preso la decisione sofferta di spostarsi dal porto di Pescara a quello di Ortona per aggirare così i problemi di insabbiamento.
La scelta è arrivata dopo l’ennesimo dramma vissuto da un peschereccio al rientro dalla battuta di pesca notturna, quando l’imbarcazione è rimasta incagliata in una secca davanti all’ingresso del porto canale ed è riuscita a liberarsi soltanto dopo quattro ore di manovre. «In queste condizioni è diventato impossibile continuare ad andare in mare», racconta amareggiato l’armatore Massimo Camplone che, insieme con Francesco Scordella, rappresenta la voce della marineria pescarese nei tavoli istituzionali, «la situazione è drammatica. Il nostro porto è ridotto veramente male e per di più è scesa la produzione e la vendita dei prodotti ittici a causa della pandemia e delle chiusure prolungate dei ristoranti. Noi stiamo aspettando che finalmente inizi il dragaggio, visto che i soldi sono stati stanziati. Ma, nel frattempo, per evitare problemi di notte, quando la visibilità è ridotta, alcuni di noi preferiscono ormeggiare a Ortona anziché fare rientro a Pescara».
In questa situazione si trovano i pescherecci più grandi della flotta pescarese che, per le loro dimensioni, fanno più fatica degli altri a muoversi all’interno di un porto i cui fondali sono ormai ridotti a una manciata di metri di profondità: la Sharon C di Massimo Camplone, ma anche le barche Erminio, Maria Teresa e Emily. Un punto di svolta per l’avvio delle operazioni di dragaggio potrebbe esserci già questa settimana con la riunione che dovrà essere convocata dalla Capitaneria di porto con i tecnici del Comune, stazione appaltante dei lavori di movimentazione dei materiali sabbiosi all’interno dell’area portuale. Dopo la concessione del finanziamento da 800mila euro da parte dell’Autorità di sistema portuale di Ancona, risorse attinte dal proprio bilancio, la Regione Abruzzo ha incaricato il Comune di Pescara di gestire la procedura di affidamento delle opere con l’obiettivo, dichiarato dal sindaco Carlo Masci, di terminare i lavori prima della prossima estate. «E’ tutto pronto», rileva Riccardo Padovano, delegato comunale per le attività portuali all’interno del comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale, «sono sicuro che, di qui a quindici giorni, vedremo il motopontone in azione. L’intervento è stato finanziato dall’Autorità portuale e servirà a spostare circa 90mila metri cubi di materiali sabbiosi da un punto all’altro del porto. Non si tratta di un dragaggio in senso stretto, ma di una movimentazione di sedimenti nel perimetro dell’area portuale. Dobbiamo solo individuare l’ubicazione migliore con i tecnici del Comune. È un grande obiettivo che abbiamo raggiunto e che ora ci fa pensare di poter riconquistare la sicurezza della navigabilità del porto canale».